2 Comments

  1. analisi
    27 dicembre 2012 @ 12:15

    Come fai vedere, ma già lo si sa, non è il passaggio ad una regione autonoma la panacea che risolve le questioni della buona amministrazione in montagna. Quando le risorse passano per la pianura ed in particolare le province di Belluno o Udine, con mentalità prettamente accentratrici, il risultato del loro operato diventa evidente ai più. Se poi aggiungiamo la crisi congiunturale e l’ accentramento pure delle public company e dei servizi verso la pianura si capisce che il declino per i piccoli paesi disuniti, sia del Cadore che della Carnia, è inevitabile. Differente invece la politica di “barba Gigio”, che si adopera per mantenere vive le tradizioni e gli avamposti umani anche nei luoghi più ameni. Bellissima l’ intervista dove spiega come un economista alla “Monti” negli anni ottanta gli disse che i masi sarebbero falliti tutti e che bisognava creare delle mega stalle in pianura. Costui era un funzionario della UE. Ora il funzionario non c’è più ma i masi sono ancora là. ECCO COSA CI VORREBBE DANILO….UN BARBA GIGIO CHE PURTROPPO NON ABBIAMO.

  2. Danilo De Martin
    28 dicembre 2012 @ 16:38

    @analisi,
    l’accostamento della provincia di Belluno a quella di Udine, da te accomunate dall’essere accentratrici, è quanto meno ardito. Udine è bagnata dall’Adriatico ed è prevalentemente pianura (in modo schiacciante se misurata in termini demografici). Belluno è montagna al 100%: poi è chiaro che vi possono essere distorsioni (ci sono state) in quanto Belluno città (e l’interland ad essa agganciato) si sente “regina”. Poi sappiamo che Belluno è comunque oordinaria, con un budget di spesa quantomeno ridicolo. Giusto a mio avviso il discorso su barba Gigio tenendo però conto che Luis Durnwalder, detto Durni, è tale per l’esistenza della SVP, partito territoriale. Il Trentino di Dellai, per esempio, è una fotocopia opulenta di quello che potrebbe essere un territorio veneto qualsiasi dotato di montagne. Tutto ciò in funzione del fatto che il Trentino è terra di conquista dei partiti: e quando ci sono i partiti bisogna preparare la mangiatoia. E se i partiti sono tanti, ci vuole o una grande mangiatoia o tante “piccole” quanti sono i partiti cui va aggiunta la mangiatoia della spesa pubblica. Non abbiamo (ancora) un barba Gigio, ma non abbiamo (ancora) un partito del territorio. Per il momento, di territoriale e trasversale, cioè oltre i partiti, c’è solo il BARD.