5 Comments

  1. Anonimo
    7 Febbraio 2010 @ 21:30

    che cosa ha a che fare tutto ciò con Lozzo?

  2. Danilo De Martin
    8 Febbraio 2010 @ 10:16

    Con Lozzo paese niente. Col territorio di Lozzo sì. Non un granché, ma quel tanto che basta.

    In ogni caso l’argomento tocca 10 o 11 comuni e due comunità montane (Centro Cadore e Val Boite). Sicché …

    Ti consiglio di dare un’occhiata al seguente link (già riportato nell’articolo). Riporto un estratto dell’immagine da cui si dovrebbe capire l’estensione del sic-zps. La qualità non è eccelsa ma … sufficiente. Come vedi il Rif. Ciareido ed il casone di Valdacene, tanto per dire, rientrano nei limiti del sic-zps.

  3. Bepi Sgorla
    8 Febbraio 2010 @ 17:06

    Danilo, credo che la maliziosa sintesi di “Anonimo” sia ora del tutto… soddisfatta dalla tua esaustiva replica. Documentarsi prima di scrivere (anche così poco) è basilare regola di correttezza ed onestà intellettuale.
    Sane.

  4. Danilo De Martin
    9 Febbraio 2010 @ 10:11

    Il problema di base, Bepi, è che la gente non è abituata a ragionare in termini di territorio e non si rende conto che ogni decisione presa a Roma, Venezia, Belluno o Lozzo, prima o poi si manifesta in quelli che sono i “nostri interessi”. Per esempio, i sic e zps sono stati sostanzialmente imposti dalla regione. In Comelico i limiti di queste aree lambiscono il territorio urbano, includendo quindi molti edifici rurali. E’ naturale pensare che i piani di gestione di queste aree di tutela (se fatti col buon senso) non definiscano limiti alla ordinaria manutenzione dei tabià. Invece no. Per una probabile svista, se interpretata in modo restrittivo, i proprietari dei tabià avrebbero dovuto elaboraare una VIA (valutazione di impatto ambientale) per sostituire due scandole del tetto. La situazione è emersa nella sua stupidità ed è stata rimediata. Ma tanto valeva.

    Ecco allora che, se Anonimo avesse un tabià in zona sic, capirebbe meglio e subito la necessità di interessarsi per tutelare anche i propri interessi, oltre a quelli della collettività.

  5. Danilo De Martin
    5 Marzo 2010 @ 10:11

    Il giorno 23 febbraio scorso si è tenuta una riunione a Pieve per presentare il Piano di Gestione del SIC ZPS. Non vi è stata una, dico una segnalazione dell’incontro programmato sui siti istituzionali preposti, primo fra tutti quello della Comunità Montana. L’avranno scritto in qualche bacheca. Forse c’era un trafiletto su qualche giornale. Il CAI sarà stato avvisato? A quanto pare, sentendo un delegato del CAI regionale, NO.