la vendita di Dolomiti Ambiente ed i sindaci che battono ...

La provincia deve vendere Dolomiti Ambiente per fare cassa: se la Provincia di Belluno fosse autonoma questo non sarebbe successo. O meglio, se l’avessimo voluta vendere il motivo non sarebbe stato quello di fare cassa, ma quello di trovare un partner per crescere: ci saremmo messi sul libero mercato, insomma, come succede in tutti i paesi avanzati.

Sulla vicenda il candore manifestato da certi sindaci è davvero sorprendente:

«I tempi sono ristretti, la riflessione va conclusa al più presto», dice il sindaco di Sedico e presidente del Consorzio Bim Giovanni Piccoli, «noi non abbiamo i soldi per comprare le quote della Provincia, ma se perdiamo la maggioranza qualcuno da fuori potrà condizionare lo smaltimento dei nostri rifiuti. Nelle prossime ore qualcosa deve succedere», conclude Piccoli, «vediamo se gli altri sindaci battono un colpo».

Accanto a Piccoli hanno espresso i loro punti di vista, tra il banale e l’ovvio, Belluno e Ponte: per gli altri ci sarà da aspettare un po’. Comica l’uscita di Piccoli, «vediamo se gli altri sindaci battono un colpo». Perché non spedisce un’altra lettera ai loro indirizzi per spronarli, uno per uno, come ha fatto recentemente in occasione della “convention” sul salvataggio della provincia?

Comunque, mi son detto, bene no? che i sindaci si interessino di questa importante tessera del mosaico istituzionale provinciale.

Poi il diavoletto si è fatto sentire: saranno mica gli stessi sindaci del buco milionario del Bim-Gsp?

Si, certo! Più o meno. Non solo. Quelli del PDL, quelli che hanno accoltellato alla schiena la nostra Provincia gettandoci nella braccia di un opaco commissario, quelli che hanno gettato nella fossa il Bim-Gsp, si dimenano sempre in prima fila. Che razza di mattacchioni, sempre a voler giocare (con il culo degli altri).

Per quanto riguarda il resto dei sindaci, si tratta di tendere bene le orecchie per sentire se, per caso, “battono un colpo“.

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