12 Comments

  1. Danilo De Martin
    3 Giugno 2010 @ 18:43

    Devo segnalare che nell’articolo del Gazzettino già riportato, l’articolista sostiene che la cessazione della pubblicazione delle delibere avvenne in seguito ad una “interpretazione errata” da parte di un organo di stampa: “Un’interpretazione errata da parte di un organo di stampa però convinse Manfreda a bloccarne la diffusione telematica.” (vedi articolo).

    Non è così. Non fu l’interpretazione dell’organo di stampa (del giornalista) ad essere sbagliata. Il giornalista aveva visto bene, eccome se aveva visto bene.

    E’ stato casomai il sindaco Manfreda a non digerire ciò che il giornalista argomentava, per il semplice motivo che questo non collimava con il suo pensiero. Nessuno gli nega certo la possibilità di non essere d’accordo con la visione di un giornalista, ma non è chiudendo l’informazione e buttando via la chiave (come ha poi sostanzialmente fatto) che si risolvono questi problemi.

    Ho paura che la generalità dei sindaci non si possano considerare nel novero dei cavalieri senza macchia e senza paura, e questo evidentemente li spinge a cercare di veicolare al pubblico solo le informazioni che interessano (per puro tornaconto “elettorale”). Poi è arrivata internet e la possibilità, per chi lo vuole, di essere informati su come veniamo amministrati. Questa cosa dovrebbe essere vissuta come una conquista ed invece è, per il nostro primo cittadino, una enorme seccatura. Soprattutto quando, a fare informazione, è la minoranza.

  2. Tizia, amica di Caia
    3 Giugno 2010 @ 19:40

    No e da preocupase, prima o dopo, i grope vegnara al petin. E quante grope che vegnara al petin, stare zerte.
    No se po elimina le robe fate o no fate, e come sconde l polver sote al tape; prima o dopo calche dun lo sposta e ciata la sote duto chel che e stou sconto.
    E solo na vision miope dele robe che fa si che vegne tegnu zerte comportamente. Chesto no e aministra ben, chesto e perde tempo
    prezioso de n mandato aministrativo. Chel che n tel fratempo e stou perso nesun lo recuperara pal tempo pasou.
    Chesta no e filosofia; e la semplice analisi de le robe.
    Che avilimento e che compasion.
    Pora dente de Loze
    Ciao Ciao

  3. Attilio Bianchi
    4 Giugno 2010 @ 19:57

    Ho letto l’ articolo con un po’ di soddisfazione, certo che per una banda di “inesperti” il risultato è di grande rilievo. La trasparenza amministrativa non si insegna….o uno ce l’ ha o non ce l’ ha….al limite ai più cocciuti la si impone dall’ alto ( Brunetta docet ).
    Queste sono le situazioni in cui uno pensa che sia sempre giusta la autonomia amministrativa ma per quella legislativa ……se penso che una delle prime mosse della giunta è stata quella di cambiare lo statuto in modo che si potesse rieleggere un assessore per la terza volta, con tutti i problemi del paese oggigiorno……

  4. frank
    22 Giugno 2010 @ 14:40

    Già nella versione del decreto Milleproroghe del 17 dicembre, approvata dal Consiglio dei Ministri, c’era stato al riguardo uno slittamento di sei mesi: dal 1° gennaio 2010 al 1° luglio 2010. Con il testo definitivo – convertito in legge il 26 febbraio scorso – viene data un’ulteriore proroga di sei mesi: l’articolo 2, comma 5 del testo definitivo dispone testualmente: “All’articolo 32, comma 5, della legge 18 giugno 2009, n. 69, le parole: « 1° gennaio 2010 » sono sostituite dalle seguenti: « (( 1° gennaio 2011 )) ».

    Quindi l’art. 32 novellato della legge 69/2009 dispone che al 1° gennaio 2011 verrà meno il valore legale della pubblicità effettuata sull’albo pretorio cartaceo, obbligando le Amministrazioni a dotarsi di un albo pretorio da pubblicare sul sito internet. La proroga di tale scadenza consentirà agli Enti di equipaggiarsi delle adeguate soluzioni per ottemperare alle disposizioni di legge.

    Occorre precisare che ad essere prorogato è solo il comma 5° dell’articolo 32 citato. Questo significa che, fino al 31 dicembre 2010, l’effetto di pubblicità legale rimane garantito dalla pubblicazione degli atti in forma cartacea. Non cessa però l’obbligo di predisporre l’albo pretorio virtuale: quello che viene prorogato è solo il termine a partire dal quale la pubblicazione di atti cartacei non avrà alcun valore di legge. In questi dodici mesi, quindi, presumibilmente ci sarà un doppio regime con la pubblicazione cartacea affiancata da quella virtuale

    Su 22 comuni cadorini pochi hanno già messo in atto il doppio regime e quindi mi domando: Cosa servono 22 comuni, uno per campanile, quando non sono in grado di garantire (o spesso attendono volutamente la fine delle proroghe) la comunicazione e la trasparenza degli atti di governo della propria comunità!

  5. Danilo De Martin
    22 Giugno 2010 @ 16:31

    @frank, fa parte delle generali abitudini della gente che viene eletta ritenere che “meno la gente sa, meglio è”. E questo non è un luogo comune che si tira fuori per avere un argomento (fra tanti) per criticare chi sta al potere. Le migliori intenzioni si scontrano sempre, una volta eletti, con le necessità di dire solo ciò che risulta conveniente. Ma qui si sta parlando della comunicazione di base: la gente deve avere la possibilità di essere adeguatamente informata e la pubblicazione delle delibere su internet assolve a questo scopo. Sappiamo, perché è la verità, che sono comunque pochi quelli che si prendono la briga di leggere le delibere online, ma sempre tanto di più di quelli che, con tutte le buone intenzioni, dovrebbero, magari dopo una giornata di lavoro alle spalle, andare in municipio all’albo pretorio per sapere come si è amministrati.

    Credo che sia perfino banale sottolineare la differenza che c’è fra i due sistemi: clicchi e scarichi il pdf di ciò che ti interessa, lo leggi ed eventualmente lo stampi. Hai qualche dubbio? Lo trasmetti in allegato o comunichi il link ad un amico per un confronto … Ma questo fa più paura di quello che si può in un primo momento pensare, perché la gente non è abituata a confrontarsi e quindi vede un mondo piccolo piccolo, il proprio, e ritiene quello degli altri inadeguato. E’ chiaro che se vai su facebook il “rumore” di fondo è grande perché la voglia di approfondire un argomento è sempre superficiale (normalmente) e vince la corsa a dire la prima cosa che ti viene in testa, piuttosto che riflettere e porsi (e porre) domande.

    Tornando alla pratica. Sai quanto me che le delibere vengono stampate su carta, per essere esposte all’albo, dopo averle elaborate a computer. Sai quanto me che oggi la funzione esporta o genera pdf è presente su qualsiasi applicativo. Tutto ciò per dire che il funzionario che clicca sul bottoncino “stampa”, non dovrebbe fare altro che cliccare sul bottoncino “genera pdf” ed il gioco sarebbe quasi fatto. Dovrebbe poi solo creare un link e mettere la delibera in rete, cosa questa che si può automatizzare per benino. Se non lo si fa c’è un solo motivo. Manca il rispetto per il cittadino. Io “sindaco”, anche se fossi sicuro che nessuno legge le delibere, mai farei a meno di pubblicarle. Solo così potrei sperare che qualcuno col tempo inizi a leggerle; se non le pubblico la cosa è morta prima ancora di nascere. I costi di pubblicazione, tra l’altro, per gli esempi precedentementie fatti, sono da ritenersi praticamente nulli. Chiudo ricordando che ci sono aree d’Italia, è fin troppo facile pensare all’Emilia Romagna, nelle quali le delibere sono pubblicate in rete “da sempre”, senza bisogno di leggi nazionali. Lì c’è l’orgoglio di pubblicare ciò che si fa, qui la necessità di tenerlo nascosto.

  6. se a Domegge è foto-voltaico, a Lozzo cos’è, fotto-voltaico? » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    27 Giugno 2010 @ 07:16

    […] la gente di Lozzo, non certo dal sindaco che, anche su queste cose, è ancora ostinatamente fermo all’età della pietra) si può prendere atto dei costi relativi ad una realizzazione in ambito […]

  7. i trogloditi sono (finalmente) usciti dalle loro oscure caverne » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    30 Giugno 2010 @ 06:49

    […] Come sempre, però, non facciamoci illusioni. I trogloditi della amministrazione, sindaco in testa, sono usciti dalle loro caverne incalzati dagli eventi. In questo loro slancio democratico si sono dimenticati di tirarsi su i pantaloni e sono usciti allo scoperto mostrando una parte delle loro vergogne, prima fra tutte la loro ostinata negazione della libertà di informazione cui ogni cittadino lozzese ha il diritto, libertà per fortuna garantita dal gruppo di Per la Gente di Lozzo nel loro blog (vedi a questo proposito l’illuminante articolo a Lozzo di Cadore Davide ha steso senza appello il gigante Golia). […]

  8. Il sindaco di Lozzo, con tutta l’amministrazione, a lezione di civiltà dalla Minoranza » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    6 Luglio 2010 @ 08:31

    […] coglioni”, le pubblichiamo noi le delibere della band. E così Davide (democratico) ha fatto crollare il barbuto Golia (demo-troglodita) dando inizio alla cosa più semplice del mondo: la condivisione con tutta la […]

  9. frank
    6 Gennaio 2011 @ 09:55

    Con il 1 gennaio 2011 dovrebbero essere finite le proroghe per l’albo comunale elettronico, quindi tutti i documenti di interesse pubblico devono essere pubblicati on line. Alcuni comuni, compreso Lozzo (ma purtroppo non solo) non “sembrerebbero a posto”. Quali saranno le sanzioni per i comuni inadempienti? Propongo la loro abolizione.

  10. Danilo De Martin
    6 Gennaio 2011 @ 11:05

    Caro frank,
    sinceramente del milleproroghe ho letto solo le componenti più importanti, non so se fra le pieghe vi sia stato l’ennesimo slittamento. Se così non fosse la macchina amministrativa dovrebbe essere pronta alla data di entrata in vigore del provvedimento. Non credo che sia retroattivo, nel senso che non penso che le amministrazione siano tenute a pubblicare lo storico dei provvedimenti, anche se pubblicare l’ultimo anno dovrebbe essere “normale” (ma non per i trogloditi dell’informazione pubblica). In poche parole bisognerà aspettare la prima occasione ufficiale (una qualsiasi delibera) per valutare se le nostre amministrazioni si sono “messe a posto” (ammesso che siano tenute a farlo).

    Mi sento tuttavia di dire, per averlo sentito e non letto, quindi prendiamola come una cosa da verificare, che l’obbligo della pubblicazione varrebbe per una finestra temporale pari alla attuale: in poche parole l’amministrazione, trascorsi 15 giorni dalla data di pubblicazione dell’atto può, come fa ora, ritirare il medesimo dalla rete. Certo, la copia in rete è facile, ma così facendo non si mantiene uno storico in rete condivisibile e consultabile, bisogna “costruirselo” a casa. Questo per dire che, se la cosa fosse vera, scommetto gli zebedei che i trogloditi di Lozzo questo faranno. Spero vivamente di non sbagliarmi.

    In ogni caso, almeno per Lozzo, c’è sempre il sito della minoranza di Per la Gente di Lozzo che mantiene lo storico delle delibere tanto di giunta che di consiglio.

  11. Notiziona: l’amministrazione troglodita di Lozzo di Cadore diventa digitale » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    15 Gennaio 2011 @ 12:02

    […] che non sia “in fase sperimentale“. Frank, all’inizio dell’anno, si era subito preoccupato di saperne di […]

  12. l’icona del vichingo e l’albo pretorio del comune di Lozzo di Cadore » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    17 Marzo 2011 @ 15:07

    […] Lozzo di Cadore La saga della democraticità del nostro sindaco, della giunta e della relativa componente di maggioranza del consiglio la conoscete già. In questo caso non posso che ritenerli tutti colpevoli, dal primo […]