quindi longaronesi e castellavazzesi avrebbero potuto non essere capaci di autogovernarsi...

di macaco

Io sono un macaco (uno di quelli che il BLOZ definisce poco avvezzi alla politica, la politica putrida che è elargita ad ogni angolo d’Italia ma soprattutto in parlamento, aggiungo).

Dunque, là fuori c’è uno che dice che longaronesi e castellavazzesi dimostrerebbero di essere comunità di montagna capace di autogoverno, oltre che degna di ricevere in dono (dal Governo nazionale) nuove forme di autonomia. Tale capacità di autogoverno, da sottolineare “che altre realtà non hanno“, sarebbe dimostrata, seconda la fine analisi politica del senatore Piccoli – par di capire – dal 35% di sì che tale comunità avrebbe riservato al quesito referendario sulla fusione dei due municipi, ed andrebbe idealmente estesa a tutto il territorio montano della provincia di Belluno (ci sono infatti anche i testimonial precedenti, Quero e Vas, a sostenere l’ardita ipotesi).

Chiedo alla comunità di longaronesi e castellavazzesi:

  • se la vostra partecipazione al voto fosse stata del 75-80% (invece che del 40% escluso gli aire com’è stata), dimostrando con ciò un senso civico nettamente superiore alla prova appena conclusa;
  • se il responso finale fosse stato a favore del no, diciamo per l’80% … (ma anche fosse stato il 50% +1 voto)

vi sentireste ancora capaci di autogovernarvi o sareste corrosi dal dubbio di essere diventati, oltre che incapaci, anche delle grandi ed emerite teste di razzo?

Pongo la stessa domanda al senatore forzista.

Ma ho ancora un dubbio: se un domani una preventivata fusione dolomitico-bellunese venisse bocciata dai cittadini, come ci dovremmo comportare? Retrocediamo tutta la provincia a “incapace di autogovernarsi”, appiccichiamo questa immonda sentenza alla sola, sventurata e cieca comunità di montagna rea o facciamo finta di niente? Così, tanto per sapere.

 

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