studio interpretativo di un servizio di A3 (AIT, la nuova startup dei confindustri dolomitici) /3

Dopo il sondaggioa pan e formai” sulle prenotazioni del periodo post-natalizio con testimonial principale Mondin (già veicolato nei 5 continenti via Ansa), dopo il  carpiato con avvitamento di Cappellaro che ha iniziato a svelare le meraviglie della neonata agenzia di informazioni turistiche (AIT), ecco il salto nell’anello di fuoco di Da Rold (anche lui di Confindustria Belluno Dolomiti).

Ait Dolomiti è una testata giornalistica che diventerà punto di riferimento dell’informazione turistica in stretta collaborazione e in piena sinergia con tutti gli operatori del settore.

E’ una startup del tutto nuovissima, è un progetto pilota che nessuna confindustria in Italia ha mai partorito, ha mai pensato, è un’iniziativa tutta nostra bellunese. Non c’è nessun segreto, cerchiamo di fare le cose in maniera professionale, cerchiamo di fare qualcosa che possa dare uno sviluppo sociale alla nostra provincia.

In attesa di capire nel dettaglio quali siano gli elementi per i quali Da Rold reputa la neonata agenzia giornalistica una “startup del tutto nuovissima” (sperando che non sia solo per meriti anagrafici), sorvolando sull’uso spavaldo del superlativo (del tutto nuovissima), sottolineiamo la tendenza dei confindustri all’autoreferenzialità, laddove si dichiara che “nessuna confindustria in Italia ha mai partorito, ha mai pensato …” un progetto analogo. Il fatto che nessun’altra confindustria ci abbia pensato prima (per quanto il mondo non finisca tra le mura confindustriali), ci pone di fronte o ad oscuri presagi di flop o ad un trampolino di lancio di sicuro successo (trascuriamo l’eventualità più probabile: la sopravvivenza con rantoli cadenzati).

A parte queste considerazioni, segnaliamo la decisa convinzione – direi quasi fantozziana – con la quale Da Rold indica entusiasticamente ciò che la neonata startup si appresta a fare (o sta già facendo?):

… cerchiamo di fare le cose in maniera professionale, cerchiamo di fare qualcosa che …

Ora, possiamo anche capire che uno l’entusiasmo non lo compera in farmacia, ma il nostro affronta la questione con una spossatezza che ti toglie il fiato. Ok: ardore, entusiasmo, eccitazione non sono di casa, pare, ma un atteggiamento un pelino diverso da quello di uno che sembra dover affrontare una colonscopia bisognerebbe metterlo in conto.

Tu sei la Confindustria! Tu sei una corazzata, la corazzata Potemkin. In “maniera professionale” tu le cose non devi “cercare di farle“, le devi fare e basta. Non è detto che portino a qualche risultato, non è detto, certo (l’80% delle startup è destinato a morire). Ma il dubbio che non siano fatte in modo professionale, be’,  non ti deve neanche sfiorare. Tu sei la Confindustria!

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