Veneto: non è ancora indipendenza ma si profila un 'federalismo differenziato'

Ne parlavamo solo qualche giorno fa delle incursioni del governatore Zaia nell’ambito indipendentistico. Questa che è giunta è comunque una buona notizia, sia chiaro. Ma non si capisce se il “federalismo differenziato” contenuto nella proposta della giunta regionale del Veneto di ieri, valga come merce di scambio prima dello scioglimento di tutti i lacci dei cani furiosi (ai quali l’indipendenza è negata) che stanno latrando da anni.

Vediamo di spiegarci: prima Zaia dice che sta con i referendari per l’Indipendenza del Veneto, poi ti va a proporre una serie di disegni di legge per dare attuazione agli articoli 116 e 118 della Costituzione ed ottenere dallo Stato la possibilità di governare in ambiti fino ad ora previsti ma preclusi.

E cavolo, non puoi promettere un succulento osso agli indipendentisti e poi tirar fuori la bustina di ciappi. A meno che Zaia non abbia voluto, per l’appunto, mandare un messaggio cifrato a Roma: «Io questi “feroci” indipendentisti li posso abbindolare ancora per un po’, se mi date quello che chiedo riesco anche ad anestetizzarli, ma se non me lo date sciolgo i guinzagli e do il via alle danze indipendentiste (con tutto il seguito folcloristico …di tapim tapum)».

Sia come sia, sentire le voci dei professori Luca Antonini e – soprattutto, per me – Carlo Lottieri, è musica per le mie orecchie (e spero anche per le vostre). Su Radio24 con Oscar Giannino (il succo che ci interessa inizia circa al minuto 09:00, tuttavia oggi Oscar non è meno frizzante del solito e quindi vale la pena sentire anche quanto e come prende in giro il governo Monti e non solo):

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p.s. un articolo di Alda Vanzan sul Gazzettino

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