Bim-Gsp: OK, OK! E' colpa nostra. Ci siamo circondati di amministratori di m...

Vignato con il messale in mano e l’olio santo recita per primo. Poi segue il sindaco Massaro …

L’amministratore Vignato «Non c’erano alternative»

BELLUNO. «L’alternativa all’aumento della tariffa era il fallimento della società, che avrebbe avuto ripercussioni devastanti sul territorio». L’amministratore unico di Bim Gsp Giuseppe Vignato…

[…]

Far fallire Gsp, inoltre, avrebbe comportato far ricadere tutti i debiti sui Comuni, aggiunge Jacopo Massaro: «Immaginiamo cosa avrebbe significato», riflette. «Comuni come Feltre o Belluno avrebbero potuto pagare la loro quota in qualche modo, ma come avrebbero potuto farlo i Comuni più piccoli? Con un debito di 89 milioni di euro, significa un milione e 300 mila euro a Comune. In quelli più piccoli si sarebbe rischiato il default, con taglio di tutti i servizi alla comunità». Scuole, case di riposo, scuolabus: sarebbe saltato tutto. «Inoltre oggi la tariffa, esattamente come accade nel settore dei rifiuti, deve coprire il 100% il costo del servizio. Il problema vero è che per molti anni la tariffa è stata inferiore al reale costo del servizio, e chi è venuto prima di noi (sindaci, ndr) ha scaricato sulla collettività questo debito. L’Ato non ha mai approvato un aumento quando sarebbe stato necessario, anche per ragioni elettoralistiche. I sindaci di allora si sono fatti belli, ma ci hanno lasciato questa eredità pesantissima»

Repetita iuvant:

… chi è venuto prima di noi (sindaci, ndr) ha scaricato sulla collettività questo debito. L’Ato non ha mai approvato un aumento quando sarebbe stato necessario, anche per ragioni elettoralistiche. I sindaci di allora si sono fatti belli, ma ci hanno lasciato questa eredità pesantissima»

 

Che è come dire “vattelo a pijà ner culo“. Infatti…

OK, OK, OK, OK. Va bene! Abbiamo capito.

Traduco. Forse ci stanno dicendo che …

 

E’ colpa nostra!

perchè…

a nostra insaputa, ci siamo circondati di amministratori di marmellata.

 

Forse non avete colto l’essenza … di lavanda. Il sindaco di Belluno Jacopo Massaro, “azionista di riferimento” del caravanserraglio Bim-Gsp, fischiettando allegramente con una certa qual noncuranza, lavando i panni – luridi – dice che:

“… chi è venuto prima di noi (sindaci, ndr) ha scaricato sulla collettività questo debito.”

ed ancora

“I sindaci di allora si sono fatti belli, ma ci hanno lasciato questa eredità pesantissima”

 

Ma chi saranno mai questi “sindaci di allora?

Dai che non è difficile. Di loro te ne accorgi anche al buio: puzzano !!

 

(siccome questa cagata gigantesca è iniziata 10 anni fa, vuol dire che cinque anni fa c’è gente che questi “sindaci di allora” li ha rivotati; ed anche il prossimo maggio ci sarà gente che li rivoterà; qualcuno, fra i “sindaci di allora“, è presumibile che possa ripresentarsi come consigliere …; dai che poi, passata la tornata elettorale, tiriamo l’acqua dello “sciacquone collettivo” e facciamo finta di toglierci di torno tutta sta roba)

 

2 commenti per Bim-Gsp: OK, OK! E’ colpa nostra. Ci siamo circondati di amministratori di m…

  • mirco

    Condivido pienamente,soprattutto il fatto che è colpa nostra che ci siamo circondati da amministratori di marmellata. Unica cosa che non condivido è “a nostra insaputa” perchè ……. è sempre così. Sono sempre gli stessi e nessuno sa mai il perchè.

  • talaren

    Diciamo che lo scaricabarile potrebbe essere un’altra delle attività da inserire tra gli sport nazionali…
    Se poi diventasse sport olimpico avremmo qualche punto in più assicurato nel medagliere…

    Sono daccordo sul fatto che gli amministratori, che hanno gran parte di colpa, sono lì perché qualcuno li ha votati, o peggio ancora rivotati.
    Anche se in alcuni casi non ci sono alternative, se non il commissariamento (magari talvolta è anche preferibile, ma giù in provincia non ci danno un bell’esempio del suo funzionamento…)
    Alla fin fine il problema più grande dell’italia non sono i politici, sono gli italiani.

    Ma un dubbio mi sorge in testa: perché in un eventuale scioglimento del Bim, il debito dovrebbe essere diviso in parte uguale tra i comuni? Non sarebbe più sensato dividere per popolazione, o chilometri di rete?
    Sempre facile, per il sindaco della cittadina più grande, invocare il conto “alla romana”…
    Senza considerare il fatto che nel momento della costituzione del consorzio, se non sbaglio, Lozzo aveva con i propri soldi appena riammodernato la rete idrica, mentre Pieve ad esempio era un colabrodo, ed è stato sistemato poi con i soldi di tutti, anche di Lozzo.