Bossi e Tremonti alla chiesetta della Madonna di Loreto, sulle orme del papa

Sarebbe stato molto meglio quella di Lourdes, ma intanto ci hanno provato con quella di Loreto. Ieri un’agenzia ASCA dava come imminente la visita di Bossi, accompagnato dal ministro Tremonti, al santuario mariano di Loreto in quel di Lozzo di Cadore.

Nel 2007 il luogo fu calpestato anche dai passi del papa che qui si fermò a pregare. Tale evento ha poi ispirato anche il nome al riqualificato luogo che, se la Santa Sede non avrà niente da ridire, sarà intitolato a Benedetto XVI°.

La Madonna (di Loreto) ha avuto un subitaneo sobbalzo quando ha sentito parlare del Trota: casi così disperati, ha confermato, non sono di sua competenza, bisogna provare davvero con Lourdes.

Una seconda agenzia ha poi confermato che i tre, a loro si è infatti poi aggiunto anche Calderoli (creando ulteriori disagi alla già provata Madonna), si sono effettivamente recati sul luogo.

Tremonti è stato visto insolitamente felice, forse ammaliato dalla metafora rappresentata dal taglio raso di ispirazione amazzonica (a proposito, sull’ultimo bolpar potete trovare una breve quanto dotta spiegazione scientifica sul perché del taglio raso), che evidentemente associa allo stato delle tasche degli italiani.

Bossi invece era semplicemente raggiante: finalmente il federalismo è stato applicato anche alla Chiesa. Dovete infatti sapere che già nell’aprile scorso larghissima parte dell’opinione pubblica britannica, e con lei le autorità governative, anche sull’onda delle lunghissime ombre gettate dalle vicende di pedofilia che hanno travolto il clero, avevano fatto sapere al Vaticano che, se proprio il papa voleva farsi un giro in Gran Bretagna, avrebbe dovuto pagarselo coi suoi soldi.

La Chiesa cattolica inglese ha cercato da subito di raggranellare, attraverso le offerte dei fedeli, i 17 milioni di euro che sarebbero necessari per organizzare e portare a compimento il viaggetto del papa. Inoltre, per la prima volta nella storia, i pellegrini che vorranno vedere il papa dovranno comprare il “pass del pellegrino“, biglietto di entrata che costerà tra i 6 ed i 28 € a seconda del tipo di evento (che, per baciare la mano del rappresentante di Dio in terra, saliranno a 150) .

Bossi ha ora la certezza che, sdoganato il federalismo anche fra le pie e devote gerarchie cattoliche, nulla potrà ostacolarne la diffusione sul territorio italico.

Calderoli sembra si sia invece divertito come un bambino con un gioco di ultima generazione lì trovato (carrucola): si è infatti trastullato fino allo sfinimento lanciandosi per la segreta quanto imperiosa gioia di “scarrucolare” (il soggetto è avvezzo a tal cosa in politica).

Bossi, prima di andarsene, ha voluto lasciare un imperituro segno di sé producendosi nel saluto del soldato celtico (cui però i compagni di merenda non si sono associati). E’ stato poi chiarito che il saluto ha avuto un solo e semplice significato simbolico, non dovendosi ritenere rituale (il Trota domani spiegherà la differenza).

Adesso si spiega perché, qualche giorno prima, il Matteo Toscani sia stato visto passeggiare meditabondo sulla spianata del primo parco solare alpino della storia.

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