Il Bard sul riordino delle Province: «Zaia tenga duro e non faccia il riordino»

Zaia aveva già chiarito il suo appoggio incondizionato alla voglia di autonomia dei comuni di frontiera. Ha anche appoggiato ad adiuvandum il ricorso del Bard al Tar contro l’annullamento delle elezioni provinciali.

Dal Corriere delle Alpi (neretto mio):

di Irene Aliprandi

BELLUNO. «Zaia tenga duro». L’appello al presidente della Regione Veneto arriva da un soggetto che non è mai stato tenero con Venezia, ma che stavolta vede nell’alleanza con il governatore l’unico sbocco coerente anche con i propri progetti. Il Bard, movimento politico nato dal Comitato referendario per il distacco della provincia di Belluno dal Veneto e l’annessione al Trentino Alto Adige, è tra quanti vogliono scongiurare l’eliminazione o una modifica sostanziale dei confini dell’ente Provincia. Il tempo stringe, perché la Regione dovrà proporre al governo il riordino delle Province e le aree metropolitane nel giro di un paio di mesi.

Nei giorni successivi al voto in Parlamento, dove la Spending review è diventata legge, Luca Zaia aveva dichiarato che Belluno non andava toccata, anche in virtù del riconoscimento della specificità appena avvenuto nel nuovo Statuto regionale: «Io non firmerò nessuna modifica ai confini della Provincia di Belluno», disse Zaia e ora in molti sperano che il governatore lo faccia sul serio. Il governo, infatti, sembra favorevole all’idea di concedere una deroga ai territori interamente montani e, se Venezia evitasse il riordino per Belluno, il peggio che potrebbe accadere è un’iniziativa d’imperio da parte del governo stesso, fatto che cambierebbe poco o nulla nel risultato finale.

«Lo Statuto del Veneto è una cosa seria», dice Moreno Broccon del Bard, «e quindi lo è anche la specificità bellunese. Proponiamo a Zaia di andare fino in fondo e di fare l’operazione che ha annunciato nei giorni scorsi: evitare il riordino di Belluno, lasciando intatti i confini attuali, importanti perché caratterizzano la montanità di questo territorio. I bellunesi sarebbero tutti d’accordo, il malcontento che sta emergendo dopo l’approvazione della Spending review ne è la prova». Il Bard si augura che in Regione non arrivino pressioni da altre Province, tali da far rivedere la linea a Zaia: «Noi crediamo nella sua parola», aggiunge Broccon, proprio per la sensibilità dimostrata con lo Statuto, ma anche con il sostegno al nostro ricorso».

Broccon si riferisce al ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento del ministro dell’Interno che ha annullato le elezioni provinciali la primavera scorsa. «Zaia ha sostenuto il nostro ricorso con un’azione ad adiuvandum della Regione e ci ha promesso la copertura finanziaria».

Il Bard non è l’unico soggetto a rivolgersi a Zaia, nei giorni scorsi anche il sindaco del capoluogo Massaro aveva spiegato di voler aprire una linea parallela con il governatore, dopo aver creato il contatto con il collega di Sondrio.

1 commento per Il Bard sul riordino delle Province: «Zaia tenga duro e non faccia il riordino»

  • farep.it

    Ma gli italiani non erano tutti compatti e decisi nell’abrogare le province? Adesso che qualcuna viene accorpata nessuno vuole che sia la sua …
    In realtà le province vanno accorpate. Il Governo però lo ha fatto nel modo sbagliato.
    Servono proposte concrete basate su numeri reali, non su filosofia.
    Se avete 2 minuti, leggete il post di farep.it. Scoprirete cose molto interessanti …