il sindaco di Cortina d'Ampezzo sui flussi turistici: il ruggito del coniglio

Ci aveva già provato a raccontare balle sulla consistenza dei flussi turistici, il sindaco di Cortina d’Ampezzo, allorquando dichiarò che “Cortina e il Veneto hanno scongiurato la crisi”. Peccato che la crisi Cortina l’avrebbe scongiurata con un meno 5% degli arrivi e un meno 6% delle presenze totali (italiani + stranieri), dati questi riferiti al periodo gennaio-maggio 2012, tutto spiegato e dimostrato in Cortina d’Ampezzo: sulle valutazioni delle affluenze turistiche il sindaco racconta più balle di Monti.

Il sindaco ha però recentemente commentato i dati di giugno, che noi comuni mortali vedremo solo tra qualche giorno:

[…] Lo dice il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi. Il confronto con giugno 2011”, spiega il sindaco, ”testimonia che siamo andati nella direzione giusta. Dopo il piu’ 26 per cento di Maggio, ecco un altro piu’ 13 per cento negli arrivi, con un incremento registrato anche delle presenze.

Non racconta balle questa volta, quel 26% riferito a maggio è proprio vero (per giugno dobbiamo supporre che il dato sia giusto, non potendolo ancora confrontare). Ma sembra il ruggito di un coniglio: dopo i mesi di novembre ed aprile, maggio è quello che storicamente fa meno arrivi/presenze nel corso dell’intero anno.

A maggio 2011 gli arrivi furono 4.801 su un totale annuale di 225.647, il 2,12% (questo è il peso degli arrivi di maggio sul totale annuale). A maggio 2012 gli arrivi sono stati 6.070, il 26% in più rispetto a maggio 2011, come giustamente dice il sindaco. Ciò che si è verificato è quindi un aumento del 26% del 2,12% che ci farebbe giungere allo strabiliante 2,68% (in proiezione).

Se il ragionamento lo facciamo sulle presenze invece che sugli arrivi il ruggito si affievolisce ancora, perché maggio 2011 rappresenta solo lo 1,4% del totale presenze annuali e lo scarto mese su mese registra un aumento delle presenze del 12% (14.941 a maggio 2011, 16.736 a maggio 2012): proiettando il dato a fine anno raggiungeremmo quindi lo 1,57%. Grandioso.

Franceschi, in effetti, questa volta è un po’ più prudente della precedente perché ha il buon senso di aggiungere:

[…] Si tratta ancora di numeri piccoli” aggiunge il sindaco ”i dati piu’ importanti riguarderanno i mesi da luglio a settembre, ma, pur senza facili entusiasmi, e’ il segnale migliore che potevamo sperare di ricevere”.

Meno male, perché quel 26% in più a maggio ci aveva letteralmente galvanizzato.

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