6 Comments

  1. Cagliostro
    4 febbraio 2014 @ 12:40

    Il portone di Palazzo Venzo mi ricorda quello della Chiesa di Wittenberg, dove il 31.10.1517 furono affisse le 95 tesi di Martin Lutero…
    Quando si dice essere rivoluzionari nel pensiero e nelle metodiche dell’azione!!!

  2. pensionato
    5 febbraio 2014 @ 17:32

    zerto che a tì no va mai ben gnente, te sa solo critica chel che fa chiautre anche quan che i zerca de dasse da fei,no me piase sto atteggiamento disfattista

  3. Danilo De Martin
    5 febbraio 2014 @ 18:17

    @pensionato,
    no sei propio che fei. Me despiase ma me tocia tegnime come che son; e de zerto no me meto a 54 ane a smontame e rifeime su a “vostro piazer”. O così o pomì. Ma par vostra fortuna podé selie!

  4. oih-oih!
    5 febbraio 2014 @ 22:37

    Solo chi ha un’alta visione della politica, può con poche righe farci capire i veri problemi del Prossimo. Chi mai avrebbe pensato al dramma di un essere umano sul Water. Danilo lo ha fatto e non possiamo che essergli riconoscenti. A nessuno è venuto in mente il disagio e la sofferenza che prova un malcapitato seduto sul Water rimasto senza carta igienica. Il pensiero di Danilo, sempre generoso, è corso subito al poveretto, senza carta e senza il numero telefonico del sindaco . Non si affrontano così le emergenze, non si abbandonano i cittadini nel momento del bisogno!.Ora ci si augura che l’ammistrazione comunale faccia stampare dei cartellini con il numero telefonico del sindaco, da distribuire a tutte le famiglie, con l’obbligo di farlo appendere dietro le porte dei cessi.

  5. Danilo De Martin
    5 febbraio 2014 @ 22:53

    @oih-oih,
    vedi che se ti applichi arrivi anche da solo a capire le cose. Ogni lungo cammino inizia con un primo piccolo passo. Sei sulla buona strada.

  6. x
    6 febbraio 2014 @ 16:18

    Certo è che anche le sedute wateriane portano a fare delle riflessioni.
    Una, per esempio, potrebbe essere questa: OBAMA SO TUTTO MI, anzichè limitarsi a fare un unico manifesto attaccato sul portone della casa bianca, avrebbe potuto far stampare diversi manifestini da appiccicare sulle bacheche (quelle poche rimaste) o nei locali frequentati dai sudditi, con su scritto cosa era successo, cosa stava accadendo e, se in grado, dare indicazioni per quanti tanto lontano dalla tazza wateriana non potevano spostarsi per una ragione o per un’altra.
    Vero è che è meglio che chi sta seduto sulla famosa tazza tiri quanto prima lo sciacquone in modo da allontanare i reflui dal posteriore.