6 Comments

  1. piazarot
    25 marzo 2012 @ 14:51

    Ma perchè qualcuno che conosce Da Forno non si fa dire le reale motivazioni che lo hanno indotto a spostare altrove l’attività?
    E’ inutile che facciamo finta di credere alle cazzate che ci vengono riportate dai giornali, i nostri giornalisti non fanno altro che riportare quanto viene loro detto di scrivere senza far domande intelligenti, anche se ovvie, come quella del perchè non spostare di qualche metro la sede del laboratorio (IN UNA DI QUELLE FABBRICHE LASCIATE DESOLATAMENTE VUOTE) in attesa dei lavori necessari? Ho la strana sensazione che questa sia solo una scusa per spostare dove più conviene il laboratorio dando nel contempo l’opportunità ai nostri amministratori di far finta di essere spiaciuti dell’accaduto,dai sindaci al presidente della comunità montana (tutti in minuscolo come sono loro)!
    Forse neanche loro ci credevano nel progetto e hanno lasciato fare senza battere un colpo se non quando le mucche erano scappate della stalla.Ancora complimenti a tutti.

  2. Qualunquista
    25 marzo 2012 @ 19:09

    Ma non lo avete ancora capito che ci prendono tutti per il culo?
    A parole ci trattano con i metodo “contenta coioi” nei fatti fanno i caxxi loro! Solo ed esclusivamente loro!
    Per loro l’importante è l’avere la paga mensile assicurata.
    Poi, rosso, nero, verde, blù, arcobaleno, grigio, neutro o qualsiasi altro colore, è lo stesso!
    Sono dei professionisti nel raccontar frottole e nell’inganno.
    Non ci credete? il tempo sarà giudice e vi darà responso.

  3. Danilo De Martin
    27 marzo 2012 @ 08:16

    @piazarot – @Qualunquista, quello che dite sposa esattamente la mia linea di pensiero ed è quello che ho lasciato intendere parlando dei sindaci di Domegge e Pieve, ma naturalmente la cosa vale, anche di più, se coinvolgiamo la Comunità Montana. Se avesse avuto un vero valore strategico, se ai sindaci interessava veramente che questa struttura restasse al suo posto, la soluzione si trovava al 100%, figurati. Oggi, in linea teorica, puoi fare un certo tipo di ricerca anche in cima all’Antelao, ma se la ricerca non ha una finalità, se cerchi di stabilire il sesso degli angeli, tanto per capirci, chiudi anche se sei dentro il MIT.

    Poi è sommamente ridicolo che i sindaci parlino di fuga di cervelli: se uno è una testa mata, è giusto che cerchi la sua strada dove ha più opportunità e nei campi che gli sono più congeniali, ed allora i limiti di un centro come il Multi .. sono evidenti. Se uno è una buona testa (già molte di più delle “teste mate”), senza tuttavia avere tanto spirito d’intrapresa da vedere per sé un futuro da professionista (per fare un esempio), può anche fermarsi al Multi. Dopo aver fermato la fuga di 3-6-10 “cervelli” cosa fai? come fai a fermare la fuga degli altri cervelli? Ma ci rendiamo conto che, in linea di principio, oggi tutti possono frequentare un corso universitario? (con diversi rendimenti, è altrettanto chiaro, ma credo che ci siamo capiti).

    E’ poi sommamente ridicolo che gli stessi sindaci parlino di innovazione. Quando voglio mettere in difficoltà qualcuno che parla di innovazione chiedo sempre: fammi almeno tre esempi di cosa intendi per innovazione. iniziano a balbettare per poi dire le solite scemenze. A molti non interessa avere un centro di ricerca in Cadore. A molti andrebbe bene che la ricerca la facciano pure a Segrate ma che, dopo aver re-inventato la ZIP (la cerniera lampo, per fare un esempio), vengano in Cadore a produrla.

    Provate a chiedere ad un disoccupato se gli interessa più una eterea innovazione o una tangibile unità produttiva, magari in forma di fabbrica. Il problema è fondere innovazione, ricerca, intraprendenza. Mi verrebbe da dire: per fortuna che c’è il GAL che è “la casa dell’intraprendenza imprenditoriale“.

  4. piazarot
    27 marzo 2012 @ 10:34

    Ok, ho finalmente capito, era un centro del cazzo e hanno fatto bene a spostarlo a Segrate.Chi ha pagato per il funzionamento del laboratorio fin ora? E’ il comune di Domegge che ha fatto funzionare il riscaldamento per tutta la stagione invernale? Un’altra cattedrale, malinconica,lugubre e mal fatta nel deserto, cattedrale che va ad aggiungersi all’incubatoio di Caralte(costruito con i soldi pubblici)che è tutto meno che un incubatoio, al punto d’informazione sempre di Caralte (costruito con soldi Pubblici).Ma tutti stanno zitti e tiriamo a campà, io non sento parlare di un’idea, di un programma, di un progetto in tutto il Centro Cadore. No la tombola o le fritole, un progetto …..

  5. Multiphysicslab di Vallesella di Cadore: i bei tempi che furono » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    28 marzo 2012 @ 12:42

    […] di Vallesella di Cadore: i bei tempi che furono Raccolgo di seguito un lamento di @piazarot in relazione al Multiphysicslab di Vallesella di Cadore (e non solo), posto in coda […]

  6. il lago Centro Cadore è ora balneabile (ah, se ci fosse il MultiPhysics Lab) » BLOZ – il blog su Lozzo di Cadore Dolomiti
    28 marzo 2014 @ 09:47

    […] è dato all’ipp oops alla rivoluzione pirotecnica. In effetti ci pensò direttamente Da Forno a smentire il cantastorie comunitario montano chiarendo che “ciao, se vedemo a Segrate […]