per 'Indipendenza Veneta' Zaia sarà il primo presidente della nuova Repubblica Veneta

All’inizio di quest’anno postai l’articolo i bellunesi si stanno svegliando: il 65,4% vuole un Veneto Indipendente. Esplode la voglia di Belluno Autonoma? nel quale riportavo i risultati di un sondaggio svolto nella nostra regione dal quale risultava che il 53,3% della totalità dei veneti e ben il 65,4% dei bellunesi sarebbero convinti di votare a favore dell’indipendneza del Veneto. Lo scorso maggio Indipendenza Veneta ha presentato a Zaia una petizione popolare di 20.000 firme per indire il referendum per l’indipendenza veneta.

Sembra ora che Zaia abbia passato la patata al consiglio regionale. Ma voi li vedete in grado, i consiglieri regionali, la crema della casta regionale da 12.000 euri al mese, di farsi carico di una svolta così epocale? Li vedete in grado di fronteggiare la drammatica situazione in cui versa il Veneto e destreggiarsi fra i trattati internazionali per dar vita ad un nuovo stato indipendente? Naaaaaaa !! Zaia Sì, ma Zaia è ancora un’anatra zoppa.

La cosa certa è che per ogni giorno che passa la vacca del Veneto non viene più solo semplicemente munta dalla rapina fiscale dello stato italico predone, ma inizia ad essere letteralmente spolpata. Se non facciamo presto resteranno le ossa, e con le ossa non si crea ricchezza. Intanto vediamo se questa cosa è solo un’invenzione di Indipendenza Veneta o se invece attecchirà profondamente nella coscienza della gente veneta.

Referendum per l’Indipendenza Veneta: Zaia dice sì, la palla ora passa al consiglio regionale

Si preannuncia un autunno molto caldo della politica veneta, almeno a giudicare dai movimenti di rilevanza istituzionale che hanno interessato la regione Veneto in agosto. Come noto, una delegazione di Indipendenza Veneta guidata dal segretario Lodovico Pizzati lo scorso 22 maggio ha presentato direttamente nelle mani del governatore del Veneto una petizione popolare per indire un referendum per l’indipendenza veneta, supportata da 20.000 firme di cittadini veneti che hanno in tal modo dimostrato la propria volontà al massimo organo della regione.

Lo scorso 10 agosto il governatore Zaia ha quindi informato Indipendenza Veneta di aver concluso la prima fase di analisi della questione e di aver passato la palla direttamente al consiglio regionale per procedere negli approfondimenti necessari per indire il referendum che segnerà il passaggio fondamentale per l’indipendenza.

Il segretario di Indipendenza Veneta Lodovico Pizzati a tal proposito ha dichiarato: “Otterremo l’indipendenza a furor di popolo. La dichiarazione d’indipendenza è inevitabile. Secondo i sondaggi lo vuole la stragrande maggioranza di veneti. E’ solo questione di compiere i passaggi istituzionali richiesti dalla comunità internazionale. Sarà questo consiglio regionale a indire il referendum e sarà Luca Zaia il primo presidente pro tempore della nuova Repubblica Veneta che dovrà organizzare un’assemblea costituente subito dopo la vittoria del SI”.

Giunti a questo punto, il percorso istituzionale per l’indipendenza è chiaro e limpido: come noto, infatti, il combinato degli articoli 26 e 27 del nuovo statuto regionale (entrato in vigore il 18 aprile scorso con legge regionale statutaria 17 aprile 2012, n. 1), permette l’organizzazione di un referendum per l’indipendenza in ottemperanza con quanto previsto dall’art. 10 della costituzione che prevede che l’ordinamento giuridico italiano si conformi alle norme del diritto internazionale, tra le quali il patto di New York (legge 881 del 1977) – che stabilisce l’inalienabilità del diritto di autodeterminazione del Popolo Veneto – e la convenzione di Vienna del 1978, in tema di successione degli stati rispetto ai trattati, entrata in vigore nel 1996, che regola le modalità di subentro di nuovi stati indipendenti che si vengono a creare come avverrebbe, ad esempio, in virtù di un referendum per l’indipendenza veneta indetto dalla regione Veneto.

Nulla osta quindi da un punto di vista giuridico e politico affinché la regione Veneto indica senza indugio un referendum per l’indipendenza del Veneto.

Tale referendum non avrà impatto nemmeno sugli obblighi costituzionali, in quanto la disposizione degli effetti politici del referendum non avverrà per tramite del referendum stesso, ma per tramite di una dichiarazione di indipendenza che dovrà esser fatta dal consiglio regionale del Veneto, una volta preso della volontà espressa dal Popolo Veneto.

È sempre più chiaro pertanto che oggi per poter organizzare un referendum per l’indipendenza non mancano più i presupposti giuridici, ma solo la volontà politica di ottenere un mandato dai cittadini veneti, come voluto dal diritto internazionale. E la volontà politica del consiglio regionale la scopriremo ben presto, in conseguenza dell’azione del governatore del Veneto che li chiama ad assumersi le proprie responsabilità istituzionali.

Ufficio Stampa
Indipendenza Veneta

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