Pieve di Cadore: convegno interparlamentare per il turismo, una grandiosa opportunità

Devono essere stati gli esiti del convegno interparlamentare per il turismo svoltisi a Pieve di Cadore il 27 aprile 1949 ad imprimere lo “straordinario” sviluppo turistico che il Cadore ha conosciuto da quegli anni. Magari, dopo le squallide prove del Cicoria Rutelli e della successiva autoreggentesi Brambilla alla guida del ministero del turismo (non che il governo dei tecnocialtroni si sia distinto con migliori performance), ed in ragione della rovinosa caduta del compartino turistico cui stiamo assistendo da numerosi anni, si potrebbe riproporre un simile incontro operativo “ai massimi vertici“. Adesso che i Cisnetto hanno dichiarato forfait su Cortina Incontra, potrebbe essere un momento propizio per i “convegnisti cadorini“.

 … ma in queste vedute i  congressisti trovano argomenti capitali per il loro programma di sviluppo turistico, senza dire che le acque di queste valli, soprattutto dopo l’impianto di Tai, contribuiscono a risolvere il nostro faticoso problema dell’elettricità …

Partiamo avvantaggiati: in quanto a dare sfoggio alla ubriacatura retorica i convegnisti cadorini non sono secondi a nessuno. Se poi si tuffa nell’impresa anche qualche sindaco (ma potrebbe mancare?) il risultato è garantito. Il “Cadore regno delle graspe” ne è la storica dimostrazione. E poi abbiamo la Dolo-patacca, vuoi mettere. Avanti dunque!

 

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