Unioni montane, unioni dei comuni e le unioni dei neuroni

Riassumo. Mercoledì 1° febbraio al palazzo della Magnifica va in scena un incontro dal tema cenerentolesco Chi governerà il Cadore dopo la Provincia? Vi partecipa anche il Guglielmo Tell de noantri che aveva già tratteggiato un filo conduttore con un nebuloso ruolo da attribuirsi alle Comunità montane:

[…] All’interno di questa logica diventa fondamentale il ruolo delle Comunità montane strutturate come enti associativi dei Comuni che dovrebbero assorbire le competenze e le funzioni della Provincia.

La discussione sembra addirittura vitale, pena la scomparsa del popolo cadorino, in ragione del fatto che qualche oscuro potere potrebbe decidere, chissà dove, il nostro destino. Infatti William sostiene anche che:

“Il dibattito deve entrare nel merito del problema quanto prima per arrivare al più presto a qualche ipotesi-soluzione. Anche per prevenire una qualsiasi soluzione dirigistica confezionata chissà dove“.

Il giorno prima, martedì, a Venezia, Palazzo Balbi, si riunisce la giunta con sul tavolo un centinaio di delibere fra le quali un disegno di legge presentato dall’assessore leghista Finozzi e intitolato “Istituzione e disciplina delle Unioni montane“. NE SUCCEDONO DI TUTTI I COLORI (leggi tutto il frizzante resoconto di Alda Vanzan sul Gazzettino, ne vale veramente la pena). Il PDL vuole eliminare le comunità montane ed il vicepresidente Zorzato LO FA PRESENTE. Il Finozzi (la Lega le CM le vorrebbe invece tenere) prova a spiegare che le Unioni montane sostituiranno le Comunità montane, ma avranno anche qualche altra funzione e competenza.

In poche parole, la confusione regna sovrana. E la cosa finisce in una baruffa politica dai contorni farseschi. Oggi, passata una settimana, la discussione sull’argomento dovrebbe essere ripresa.

Per inciso, ieri a Belluno a Villa Carpenada si sono riuniti i sindaci del bellunese per assistere alla disamina da parte della Regione sulla proposta di legge 196 che prevede l’Unione dei Comuni (Disciplina dell’esercizio associato di funzioni e servizi comunali). Da notare la frase del giorno proferita dal PDL Bond: “Un’esigenza che però dovrà essere condivisa con il territorio” (cioè i sindakos devono dire SI).

Alla luce di questi fatti, il senso della frase  “… prevenire una qualsiasi soluzione dirigistica confezionata chissà dove” e della relativa messinscena dell’incontro, sono sufficienti a farvi capire che, in ogni ambito, l’ampolla è vuota e l’aria è fritta?

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