AIT Dolomiti, i percorsi detox e l'osteria numero sei

Da quando è apparsa sulla scena, l’AIT – Agenzia di informazione turistica Dolomiti – costoletta dei confindustri bellunesi, ci ha regalato più di qualche sorpresa (qui, per esempio, uno studio interpretativo uno, due, tre e quattro, anche se per simpatia preferisco ricordare Cortina d’Ampezzo verso l’esaurimento).

Da ultimo l’Agenzia si è avventurata nei meandri della promozione turistica pasquale raggiungendo picchi di sublime estasi onirica (enfasi sulle dimensioni del testo mia):

BELLUNO, 9 Apr (FPS) – La vacanza vera è anche quella che consente di staccare dallo stress dell’iperconnessione. Ecco così che per le vacanze di Pasqua e i primi ‘ponti’ primaverili le Dolomiti offrono alcuni percorsi ‘digital detox’, che permettono per alcuni giorni al turista di fare la dieta da smartphone e computer, con tutte le conseguenti connessioni a siti e social.

La soluzione più radicale, spiega l’agenziaAit Dolomiti‘ di Confindustria Belluno, è la scelta di una delle ‘alte vie’ delle Dolomiti, cinque o sei giorni di cammino, zaino in spalla, spostandosi di rifugio in rifugio, macinando chilometri su sentieri alpini, per ammirare i più bei panorami della montagna. In questo caso il fatto che le connessioni on line e di telefonia mobile siano spesso difficili diventa un plus, non uno svantaggio della vacanza. Si parte al mattino e si arriva al pomeriggio inoltrato, senza smartphone, news e wathsapp.

L’Alta via numero 6, ribattezzata ‘Alta via dei silenzi’, parte ad esempio dalle sorgenti del Piave, sotto il monte Peralba, e arriva fino a Vittorio Veneto. E’ piuttosto impegnativa, ma per escursionisti meno allenati, ci sono altre sette opzioni tra le quali scegliere il proprio percorso ‘detox’. […]

Ora, uno capisce che se anche il giorno prima hai decantato, come motivo promozionale, la superconnettività garantita anche nei più sperduti angoli della montagna, il giorno dopo ci si possa buttare, con pari entusiasmo, nella spericolata promozione degli stessi posti dove non giunge nessun segnale permettendoti di immergerti in un ambiente “digital detox“: raccontare fuffa è il tuo mestiere, ok, ma se lo devi fare fallo bene.

Parole chiave:

  • “per le vacanze di Pasqua (e i primi ponti primaverili)”;
  • “la soluzione più radicale è la scelta di una delle ‘alte vie’ delle Dolomiti”;
  • “spostandosi di rifugio in rifugio” (casomai di ricovero invernale in ricovero invernale);
  • “L’Alta via numero 6, ribattezzata ‘Alta via dei silenzi'”

Ma ‘sti qua dell’AIT Dolomiti, avranno mai percorso un’Alta Via nel pieno dell’estate?

Se sì, quale, al punto da consigliare per le vacanze di Pasqua – pur dichiarandola “piuttosto impegnativa”… grazie al cazzo – l’Alta Via n.6 (ma ovviamente una qualsiasi altra non avrebbe fatto alcuna differenza) ?

(senza neanche minimamente — minimamente — volgere il pensiero a tutta la neve che è caduta quest’anno)

Secondo me ‘sti qua si soffermano – per lunghi periodi – all’osteria n° 6. E poi si tuffano nella narrazione …

 

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