Bim-Gsp: in Cadore solo tre sindaci favorevoli (su 20) al Comitato di Trasparenza e Controllo

Non ci siamo scordati di Ospitale, Zoppè e Selva, cui sempre va il nostro pensiero quando si parla di Cadore. Ma qui sono raccolti i sindaci delle comunità montane di Centro Cadore, Comelico-Sappada e Val Boite. Senza i tre comuni menzionati all’inizio siamo di fronte al dispiegamento della Magnifica Comunità di Cadore. Dopo il focus sul Centro Cadore di ieri, ecco quindi allargato lo sguardo al resto dei Magnifici ed a come abbiano votato alla proposta di istituire un Comitato di Trasparenza e Controllo che avrebbe affiancato il Bim-Gsp per porre freno alle sue ribalde imprese.

Comitato che – ricordiamolo – sarebbe stato composto “da cittadini, lavoratori ed organizzazioni sociali ed economiche del territorio“. Ma i sindakos hanno detto no, come sappiamo. In Cadore 6 contrari, 3 astenuti, 7 assenti e, quindi, soltanto 3 favorevoli. Che dite? Cambiamo nome alla Magnifica? La chiamaremo Ribalda, Ribalda Comunità di Cadore.

(non col significato di prostituta; non col significato di “Chi vive alla giornata, di ruberie, imbrogli e altre attività disoneste” né con quello di “Briccone, birbone, scellerato“; ma piuttosto “talora per esprimere, in tono energicamente o ironicamente sprezzante, un giudizio di biasimo su opere e lavori mal fatti“. Ci siamo senz’altro capiti, no?)

(aggiornament0 19 feb h 10.49: m’ero perso per strada Sappada … Adesso le facce ci sono proprio tutte)

come hanno votato i sindaci alla proposta di istituire un Comitato di Trasparenza e Controllo in seno al Bim-Gsp

(immagine tratta dall’infografica di Belluno+)

mappatura dei voti dei sindaci cadorini alla proposta di istituire in seno al Bim-Gsp un COMITATO DI TRASPARENZA

21 commenti per Bim-Gsp: in Cadore solo tre sindaci favorevoli (su 20) al Comitato di Trasparenza e Controllo

  • Servizio Pubblico

    Secondo la mia analisi i comuni piu’ piccoli in quanto sottofinanziati (perchè finanziati in base alla popolazione senza tener conto di altitudine o superfice)hanno usato il BIM GSP come fonte di finanziamento parallelo e che ora si prospetta la possibilita’ di far pagare buona parte del buco alle popolazione dei comuni piu’popolati che sono quelli della val belluna e preferiscono che non si guardi troppo a come è fatto il buco. Mi sembra che i comuni di sx sono a favore e i comuni di dx sono contrari alla trasparenza.

  • Ettore

    Mettiamo la mappa anche qui?
    Vogliamo o no che la gente fermi per la strada i nostri sindaci e chieda loro conto del loro agire? O li lasciamo continuare a girare a cerchio l’indice puntato verso l’alto fischiettando? “Io non c’ero e se c’ero dormivo”.

  • Ettore

    Fantastico.
    Ora sarebbe interessante anche discutere un pochino della presentabilità morale di quei sindaci che nella presente situazione di completo sfascio socio-economico-demografico e l’impennata delle bollette che aggraverà i problemi economici delle famiglie e delle imprese non si sono presentati al voto. Come si fa a giustificare la propria assenza in questo frangente?
    Sì o no che fossero orientati a votare, gli assenti – come gli astenuti, ma peggio gli assenti – dovevano andare a votare. E’ una specie di diserzione.
    Rispetto di più chi ha avuto la faccia tosta di andare a votare no di chi si è rifugiato nell’astensione o peggio ha dato tanto peso alla questione trasparenza da non presentarsi nemmeno.

  • A fine articolo ho aggiunto ora la mappa relativa ai voti per il Comitato di Trasparenza relativi al solo Cadore.

  • Cagliostro

    @Ettore,
    io invece non rispetto le posizioni di neanche una delle categorie da Lei citate. La posizione di ciascuno, con la implicazione sul livello etico-morale di assenti, astenuti e/o contrari, dovrebbe essere, quanto meno, ben argomentata e motivata, altrimenti il giudizio non può essere che estremamente negativo. Ma poi, quali valide argomentazioni potrebbero portare a sostegno della tesi sulla contrarietà alla instaurazione di controlli pubblici efficaci e di una trasparenza pubblica??

  • Ettore

    …che se si vota sì e passa la linea del sì, si vede come è strutturato il buco e lo si comunica alla popolazione, e la cosa diventa molto molto imbarazzante.
    Per capire le loro azioni bisogna anche immedesimarsi nei sindaci.

  • Ettore

    Due rapidi conti.
    Buco BIM-GSP = 89 milioni di euro = 89.000.000
    Cittadini bellunesi = 211.000

    89000000/211000 = 421,8 euro a testa

    Notare che sono euro a testa ma le utenze domestiche sono meno della popolazione perché le persone sono raggruppate in famiglie di mediamente più di un componente e spesso le famiglie sono raggruppate in condomini di più di una famiglia ma una sola utenza. In compenso il conto non tiene conto delle imprese. Facciamo finta che il conto tenga perché il numero delle imprese non conteggiate compensa la differenza fra 211000 e il numero di famiglie con un’utenza.

    Orbene, nell’immediato futuro saremo chiamati a pagare mediamente almeno 421,8 euro a testa di quota-buco, non si sa se in tre-quattro-cinque o più anni. Ma l’esborso questo sarà.

    “Dunque, caro sindaco mio, a causa di scelte delle quali tu e/o il tuo ufficio sei corresponsabile sarò chiamato a pagare fra quest’anno e i prossimi anni 422 euro di quota buco, denaro con il quale avrei potuto pagarmi un paio di bancali di legna e scaldarmi un inverno, avrei potuto pagare un mese di affitto all’università di mio figlio, avrei potuto cambiarmi le gomme da neve e viaggiare in maggior sicurezza, avrei potuto farci qualunque altra cosa, e tu non ti sei presentato a votare? Voglio esigo e pretendo chiarezza su questi 422 euro miei e degli 89.000.000 di euro di tutto il resto della provincia.”
    In Val Belluna chiuderemmo con “razza di mona!”

  • Ettore

    In breve “caro sindaco, io in questa vicenda ci rimetto mediamente 422 euro e mi chiedo perché non sei andato a votare in quella votazione dalla quale si sarebbe potuta avere chiarezza”

  • H20

    Caro Ettore, in tutta questa vicenda che si trascina da dieci anni ne abbiamo viste di cotte e di crude e mi riferisco a finanziamenti BIM a cascata, il furgoncino nove posti, il camion di big-jim, l’ asilo etcc… e sto parlando del solo comune di Lozzo di Cadore. Sindaci che, come dice bene Massaro, hanno fatto i “fonzarelli”, sai che non riusciva a dire ” ho sbagliato”, perché lui non sbagliava mai. Io comunque sbaglio e sbaglierò anche questa volta.INFATTI PRENDERO’ LA VECCHIA BOLLETTA E FARO’ LA DIVISIONE TRA L’ IMPORTO TOTALE E IL CONSUMO IN METRI CUBI, IL RISULTATO DELLA DIVISIONE LO MOLTIPLICHERO’ PER IL CONSUMO IN METRI CUBI DELLA NUOVA BOLLETTA, IL RESTO NON SONO TENUTO A PAGARLO PERCHE’ NON NE SONO RESPONSABILE… LO PAGHINO LORO, SI IPOTECHINO LA CASA, FACCIANO UN MUTUO. QUESTO DOVREBBERO FARE TUTTI I BELLUNESI PER VOTARE SI…. ALTRO CHE NO AL COMITATO DI CONTROLLO… SALUTI
    P.S. : E ALLA CORTE DEI CONTI SI FA LA NANNA…

  • Burro o cannoni?

    Le decisioni scellerate degli amministratori sembrano riportare a galla quelle poco intelligenti urlate all’epoca del predappiano.

    La storia non ci smentisce.
    Tonti eravamo e tonti siamo.
    Beati quei Cittadini i cui Sindaci hanno votato per la trasparenza.
    Quelli sono realmente Amministratori, tutti gli altri, anche quelli assenti ingiustificati, dei quaquaraqua.
    Che vadano a piiarselo ‘nter .ulo

  • […] Bim-Gsp: in Cadore solo tre sindaci favorevoli (su 20) al Comitato di Trasparenza e Controllo […]

  • frank

    @cagliostro
    questa potrebbe essere una azione di tutte le minoranze. Porre una interpellanza ad ogni sindaco circa le motivazioni della sua presa di posizione in assemblea Bim (assenze incluse). Con la speranza che le sale consigliari non rimangano deserte.

  • Alessio Zanella

    @frank, ottima l’ idea che tutte le minoranze nei consigli comunali porgano un’ interpellanza sulle motivazioni di scelta del Sindaco.
    Anche se molte minoranze sono abituate a non ricevere risposte.
    Comunque buona l’ idea.

  • Ettore

    Suggerirei di tenere più conto del fatto che una cosa sono i comuni sopra i 10-15.000 abitanti, dove è possibile non sapere neanche che faccia abbia il sindaco, e un conto sono i paesi della parte alta della provincia.
    Il sindaco fermato per la strada, sfidato e contestato in piazza davanti a tutti dai cittadini se la vede brutta per le prossime elezioni e si pone il problema della propria faccia nel paese dove abita, dove magari gradirebbe avere un minimo di fiduca da parte dei paesani, e dove probabilmente ambisce a un secondo mandato.
    L’interpellanza in Comune resta fra i muri del comune. Chi va in municipio a spulciarsi i verbali? Quale giornale ve li pubblica? Ma fermateli invece per la strada quando c’è mercato, al bar dove fanno colazione quando è bello pieno, e chiedete loro di spiegare le proprie azioni.

  • Cagliostro

    @frank,
    l’idea sarebbe interessante ma in quel di Lozzo, che io sappia, le interrogazioni ed interpellanze non vengono più presentate da moltissimo tempo. Quando l’attuale minoranza le presentava, le risposte, spesso, oltrepassavano di molto i canonici 30 giorni. Ma quello che è più grave è che tutto si risolveva in una interlocuzione fra interrogante/interpellante e ‘borgomastro’. Lo scopo precipuo dell’utilizzo di questo residuale strumento nelle mani della minoranza è ed era quello della pubblicizzazione del dibattito con illustrazione in Consiglio del documento, la discussione, la replica del sindaco e la controreplica dell’interrogante/interpellante. In questa legislatura lo strumento ancora in mano alle Opposizione è stato usato, insomma, poco e male. Non credo che, nello specifico, ci sia traccia nei verbali del Consiglio. Altro che pubblicizzazione delle materie oggetto di dibattito in aula e poi, magari, sulla stampa…”Primo studiare, poi operare”, era questa la massima di un noto filosofo e politico italiano.

  • Cagliostro

    @Danilo,
    belle le foto, bella la combriccola. In Texas, forse, ci aggiungerebbero la dicitura bonariamente sarcastica di ‘WANTED’.

  • frank

    @Ettore
    i comuni in provincia di belluno sopra i 15000 abitanti sono due: Belluno e Feltre; sopra i 10000 c’è forse da aggiungere solo Sedico. L’interpellanza in comune rimane fra i muri del comune (non è vero perchè deve essere data risposta in Consiglio comunale in un regolare punto all’ordine del giorno e la risposta non è a discrezione) e rimane “muta” solo se i cittadini non partecipano alle sedute consigliari a sentire con le proprie orecchie. Ma l’argomento in oggetto (buco, aumento tariffe, non volontà di maggiore trasparenza) potrebbe aguzzare la “curiosità” ai più e contribuire a rendere le aule meno deserte. Al BIM i sindaci vanno a rappresentare le loro comunità e non a titolo personale ed è perciò prerogativa di una comunità normale il dover chiedere ragione e/o approfondire le motivazioni.

  • Cagliostro

    @Frank,
    …’dovrebbe’ non ‘deve’ essere data risposta in Consilio Comunale. Anche io era perplesso quando mi hanno informato della cosa…Purtroppo, sembra che nessuno abbia fatto caso alle modifiche dei regolamenti, del Testo Unico 267/2000 ed alla instaurazione di una prassi quanto mai anomala E ciò, sembra, nel generale silenzio! Evidentemente la formulazione esaustiva e sufficiente è ritenuta quella della semplice risposta scritta.

  • Ettore

    @Frank.
    Alla tipica seduta di consiglio comunale quante persone assistono? Due suppongo. Magari anche tre. Se proprio si discute del traliccio Terna accanto al proprio tabià magari ci vanno anche in dieci.
    E quanto spesso ti è capitato di sentir discutere al bar o dal barbiere o nella riunione di qualche associazione locale dei contenuti di una interrogazione in consiglio comunale? A me non è mai successo. Mai.

  • frank

    @Ettore
    E sì, ho già avuto modo di commentare (come del resto tu confermi) la scarsa partecipazione popolare ai Consigli comunali (il difetto non sta solo nella falce, sta anche nel manico), ma se i temi interessano il “portafoglio” c’è maggior motivazione ad intervenire. E il tema in oggetto relativo ai controlli e alla trasparenza (conseguenti ad azioni del passato poco responsabili e che hanno portato a far pagare il bene acqua il 30% in più) è uno di questi. Converrai con me che il bar non è la sede più indicata, rimangono quindi poche altre soluzioni per ricondurre il tutto nelle sedi più idonee e dove ognuno può farsi una opinione diretta.