e ora, per salvare i montanari, una legge sul gemellaggio montagna-pianura ...

Fiuuuu! Per un pelo. Se la nuova legge che istituisce la figura dell’accompagnatore di media montagna non fosse stata approvata, qui sulle Dolomiti saremmo stati tutti rovinati.

Lo scrivevo qualche giorno fa (qui e quo) riprendendo il sommo pensiero del presidente generale del CAI Umberto Martini (che vale la pena riproporre nella sua essenzialità):

L’interesse di far lavorare anche le guide alpine e quelle di mezza montagna che stanno nascendo, è fondamentale per far vivere la gente nei paesi in quota».

Ora non ci sono più alibi. Basta andarsene via, basta scendere a valle, basta dilagare in pianura. Eh! Ora c’è la legge che – giova ribadirlo – “è fondamentale per far vivere la gente nei paesi in quota“.

Adesso caro moschettiere Toscani, per completare l’opera e salvare in modo definitivo la montagna e la sua gente, dovresti dare un colpettino anche alla “legge per i gemellaggi montagna-pianura” (ipotesi che potrebbe prendere vita da un secondo suggerimento del presidente generale del CAI):

L’unico modo [per salvare i montanari] è di stabilire con la pianura e con le città legami stabili sotto forma di gemellaggi che porti all’organizzazione di escursioni fatte in collaborazione con chi in montagna ci vive: aumentando il lavoro anche degli operatori per far sì che possano vivere dignitosamente, con un reddito decente, e non solo sopravvivere».

Magari il PIL dolomitico precipiterà lo stesso, ma vuoi mettere il BIL! Il Benessere Interno Lordo salirà alle stelle. E comunque, W gli accompagnatori!

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