i sindacati Cgil-Cisl-Uil sul disastro Bim Gsp: «I sindaci devono pagare»

Fossimo in Islanda, dove l’ex premier Haarde è sotto processo per le presunte responsabilità nel crollo finanziario che l’isola subì nel 2008, potremmo anche pensare che l’ira del sindacato espressa dalla frase «I sindaci devono pagare», troverebbe modo di placarsi. Ma siamo in Italia. E lo Stato italiano ha raramente, quasi mai, mordicchiato il culo ai suoi servi. Per cosette così poi, come quelle create dal Bim Gsp, pseudo-finanza creativa, bazzeccole.

Ma il sindacato deve mostrare i muscoli. Un po’ di propaganda da dare in pasto ai tesserati. Ci prova, il sindacato, a sapere dal Cda quali sono le sue reali intenzioni. Anche il Corriere delle Alpi ci aveva provato qualche giorno fa con esiti a dir poco kafkiani.

Bim Gsp, i sindacati incontrano il Cda

Cgil, Cisl e Uil contrari al fallimento societario e ad aumenti di tariffe. «I sindaci devono pagare»

BELLUNO «Vogliamo sapere quali sono le reali intenzioni del Cda di Bim Gsp perché le dichiarazioni in merito ad un possibile fallimento della società e ad un aumento repentino della tariffa del 30% paventati nelle settimane scorse dagli attuali vertici societari non ci sono piaciuti per nulla». […]. «Le notizie che abbiamo letto nei giorni scorsi sui giornali non sono accettabili. Se dobbiamo pagare queste nuove persone per far fallire la società, allora potevamo tenerci il vecchio Cda, che avrebbe garantito anche qualche risparmio di risorse. […]».

«Se così stanno le cose, è arrivato il momento che chi ha sbagliato paghi, cioè i sindaci dei 67 comuni che fanno parte della società che, in questi anni, hanno sempre avallato un bilancio in perdita senza dire nulla, fino a giungere a questo buco milionario. E’ arrivato il momento che si rimbocchino le maniche e che guardino dentro ai loro bilanci per trovare le risorse per sanare, in via progressiva il debito che loro hanno fatto. E’ troppo facile fare i disastri e poi lavarsene le mani, sono capaci tutti ad amministrare una società in questo modo. Ma non è questo che noi permetteremo che succeda», ribadisce con veemenza il segretario della Camera del lavoro.

«Non possiamo pensare di far pagare tutto questo ai lavoratori delle imprese che attendono ancora di essere pagate da Gsp, rischiando di fallire. La nostra proposta, è quella di utilizzare parte dell’Irpef per sanare il debito. Utilizzare l’imposta in modo progressivo partendo dai redditi più alti. La situazione di Bim Gsp va risolta al più presto». (p.d.a.)

Per questa volta, visto che il sindacato chiama in causa tutti e 67 i sindaci bellunesi, evitiamo di sottolineare, come invece ha fatto il citato Corriere delle Alpi, che nella lista presentata al congresso provinciale del PDL c’era “oltre a una forte rappresentanza del gruppo Bim: tutti quelli che hanno fatto cadere la Provincia“. Sarà per la prossima volta.

 

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