la Comunità Montana, le scatole vuote ed il GAL che chiede più spazio ...

Quando l’ho vista passare, questa notizia pseudo-istituzionale, mi sono scritto una riga di promemoria. Per sorridere beatamente basta osservare con quanto entusiasmo l’on. Paniz tenta di convincerci che Berlusconi credeva veramente che Ruby fosse la nipote di Mubarak, oppure basta leggere la cronaca locale. Poi, sapete, a me piace leggere “tra le righe”.

Ormai è certo, la sede della Comunità Montana Centro Cadore verrà spostata a Calalzo. Ma io dico, che bisogno c’è di strillarlo così forte. Fatelo e basta.

De Carlo:

[…] Vogliamo rendere la Comunità montana non un sistema di scatole vuote, ma sempre più un generatore di servizi essenziali a chi vive nelle terre alte.

Tutti noi lo vorremmo. Vorremmo anche che non ci fossero le guerre e che finalmente si giunga alla scoperta del modo per avere energia dall’acqua con la fusione fredda. Il problema delle scatole vuote è riconducibile a quello delle teste vuote. Certo, un po’ di spazio ci vuole anche per soffiarsi il naso, ma non sono gli spazi che creano i servizi, sono le teste, quelle funzionanti chiaramente.

E poi, non è per niente gentile affermare che si vuol rendere la CM  “non un sistema di scatole vuote…“; così si afferma che finora la CM è stata un sistema di scatole vuote. Ripeto, non è per niente gentile nei confronti di chi ha guidato per così tanto tempo l’ente. Io me la legherei al dito.

[…] Infine, la struttura di Cima Gogna serve anche il GAL che pagando l’affitto reclama giustamente più spazio, e le trattative con altri Enti che vorrebbero utilizzarlo sono ben avviate.

E’ il primo caso al mondo in cui il padrone di casa, che ha affittato una parte della propria dimora ad un inquilino, decide di andare lui stesso in affitto per lasciargli più spazio. Sapete, il GAL, pagando l’affitto, reclama giustamente più spazio.

Ma poi si scopre che (scritto sulla stessa riga), nonostante l’inquilino rompicoglioni che chiede più spazio ce l’abbiano già, il GAL per l’appunto, nonostante questo, “… ci sono delle trattative ben avviate con altri Enti che vorrebbero utilizzarlo [ndr: l’edifico della CM]”. Le monache di Monza o le ormai famose Zoccole di Montagna?  Ma siete proprio dei bei “tambure”: avete lì il GAL che paga già un affitto, lo dite voi che reclama giustamente più spazio, e avviate trattative con altri enti … ma su via, cerchiamo di non pettinare le zebre !!!

A me dispiace che la Comunità Montana si sposti a Calalzo. Perché il GAL a questo punto ha tutto lo stabile di Cima Gogna per sé. E quindi non si sposterà più a Lozzo di Cadore nel palazzo Pellegrini come si vociferava. Così perdiamo l’unico ente che poteva pagare un affitto (con riscaldamento e tante altre cosucce) per tenere aperta quella che è già una cattedraluccia nel deserto. E così non potremmo neanche immaginare lo spostamento della biblioteca (intesa in senso ampio, non solo come teca di libri) dal “ghetto” al centro. PECCATO!

A meno che, “le trattative ben avviate con altri enti …” (della serie: “mai dire mai”).

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