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  1. cagliostro
    5 maggio 2012 @ 15:08

    La parabola politica dell’ex presidente BIM si è svolta tutta all’interno prima della Lega (consigliere comunale a Belluno e poi Consigliere regionale), indi all’interno del PDL (presidente BIM quale consigliere, titolare pro-tempore della carica di sindaco di Castellavazzo). Sotto la presidenza di detto signore si è appalesato il forte indebitamento dell’Ente che egli-Roccon-imputa agli errori dell’Aato. Sulla vicenda ho scritto più volte su queste colonne e non intendo ripetermi. Quale cittadino-utente-tartassato non posso comunque accettare le giustificazioni-motivazioni dell’ex amministratore e dei suoi sodali. Sò che l’uomo ha la denuncia facile, ma la mia è pura critica politica che annette molta importanza al così detto principio di responsabiltà, principio basato sulla etica e sulla dignità. Allorquando, per incapacità, insipienza o casi magari anche non imputabili a proprie dirette decisioni, ci si accorge di anomalie così eclatanti avvenute sotto la propria presidenza, a mio avviso, si dovrebbe avere subito la decenza di dimettersi, senza tentare alcun motivato od immotivato scaricabarile. Questa limpida e tempestiva posizione non mi pare sia stata assunta dal nostro e da qualche altro sindaco di nostra conoscenza. Se l’opinione pubblica non si fosse sollevata, questi signori sarebbero ancora seduti sulle comode e ben remunerate poltrone di Via Vittorio Veneto. Al sindaco Roccon non resta ora che dedicarsi a tempo pieno alla raccolta differenziata nel proprio comune (magari vantando percentuali stratosferiche) al fine di far dimenticare la opinabile gestione Bim-Gsp e farsi perdonare l’anacronistica scelta della nota maggiorazione del 30% a sanatoria di errori non certo imputabili agli utenti (vedasi mio precedente intervento sull’argomento).