l'arrogante triumvirato tecno-demo-oligarchico del Bim-Gsp

La poltiglia del PDL (questa volta sono quelli del PDL, per giunta locali, ma non è che i catto-comunisti se la cavino meglio), come sappiamo, ha portato la provincia alla rovina, sfiduciando il presidente Bottacin e lasciando l’ente senza guida (se non quella commissariale, dovuta anche ai lebbrosi). La poltiglia non ha saputo fare meglio gestendo il Bim-Gsp peggio di come avrebbero saputo fare degli incalliti alcolisti dediti al gioco della briscola.

Alla fine, per stendere un velo pietosissimo sul miasma Bim-Gsp ed in particolare sul buco da 77 milioni di euri, i sindakos nelle assemblee di vallata del Bim hanno messo in piedi un triumvirato, a busta paga, che ancorché “tecnico” sembra riflettere ancora ed invariabilmente le neglette anime politiche che hanno portato l’Italia sull’orlo del baratro (Mario Leonardi presidente, Rudy De Battista e Gildo Salton consiglieri).

Qualcuno ha voglia di mettere il naso su ciò che questo triumvirato sta facendo per, si spera, mettere ordine nello scolapaste dell’ente. Magari per capire quanto c’è di vero nell’ipotesi di aumentare del 30% le tariffe. Oppure semplicemente per rendere conto alla popolazione dei passi fatti e da fare, come sottolineava il Corriere delle Alpi recentemente.

La giornalista Aliprandi ha recentemente pubblicato un articolo che inquadra perfettamente l’aria che tira dalle parti del Bim-Gsp. Se dal lato formale alcune delle risposte date da tal Leonardi, attuale presidente del colabrodo, sono comprensibili, non lo sono per nulla se inquadrate nella globalità dell’argomento, che coinvolge tutti i sindaci e le loro scelte e coinvolge pesantemente anche i cittadini. Per questo l’efficace e graffiante intervista raccolta dal Corriere delle Alpi, che vi consiglio di leggere nella sua interezza, rappresenta uno specchio fedele della più sprezzante arroganza di questi “tecnofantini” alla guida dell’imbolsito Bim-Gsp.

Riporto solo due “pervasive” risposte di tal Leonardi, presidente del triumvirato tecno-demo-oligarchico (qui il resto dell’articolo):

«Stiamo lavorando e non abbiamo intenzione di dare comunicazioni su questo. Operiamo in una società di diritto privato e il codice civile dice che il cda è libero di fare quello che vuole».

«I soci sono i 67 sindaci, se un cittadino vuole sapere cosa succede va dal suo sindaco. Di Bim Gsp si è parlato sui giornali per due mesi, adesso basta».

Tutti quanti ad accendere un cero, speriamo che basti. Signor, varda do te preo, nte che man che son ruade!

Foto (deamicisatripalda)

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