Multiphysicslab di Vallesella di Cadore: i bei tempi che furono

Raccolgo di seguito un lamento di @piazarot in relazione al Multiphysicslab di Vallesella di Cadore (e non solo), posto in coda all’articolo di qualche giorno fa “Multiphysicslab: sulla possibile riapertura del laboratorio Da Forno smentisce Svaluto Ferro“, scritto al seguito del precedenteil Multiphysicslab è stato chiuso ma, se esisteranno le condizioni di sicurezza, verrà riaperto“.

Ok, ho finalmente capito, era un centro del cavolo e hanno fatto bene a spostarlo a Segrate. Chi ha pagato per il funzionamento del laboratorio fin ora? E’ il comune di Domegge che ha fatto funzionare il riscaldamento per tutta la stagione invernale? Un’altra cattedrale, malinconica, lugubre e mal fatta nel deserto, cattedrale che va ad aggiungersi all’incubatoio di Caralte (costruito con i soldi pubblici) che è tutto meno che un incubatoio, al punto d’informazione sempre di Caralte (costruito con soldi Pubblici). Ma tutti stanno zitti e tiriamo a campà, io non sento parlare di un’idea, di un programma, di un progetto in tutto il Centro Cadore. No la tombola o le fritole, un progetto …

Il discorso potrebbe esseere veramente lungo, mi limito a una semplice considerazione. Talvolta la politica prova a trovare soluzioni per il territorio, ma queste non sono quasi mai il risultato di una sola scelta (quella per esempio che fa da guida al singolo imprenditore), ma un insieme coordinato di tasselli che, se non vanno tutti quanti al loro posto, danno luogo a fuochi di paglia o ad avventure fumose (sia nel senso di “poco chiare” che nel senso di “tanto fumo e poco rosto”).

Al netto dell’immancabile fuffa cerimoniale e della tipica aria fritta inaugurativa, ecco un contributo video “di quei tempi gloriosi”, dicembre 2009 (qui un secondo contributo analogo).

p.s. emblematico Baggio con “la collina che usano gli americani per fare ricerca”

 

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