municipio di Lozzo di Cadore: generatore automatico di frasi italianeggianti /1

La nostra assessora, unica rappresentante delle quote rosa in seno alla giunta lozzese, dovrebbe – a mio parere – considerare attentamente la necessità di “lavare i propri panni in Arno” avendoli finora lavati tra i flutti del  più modesto Rio Rin. La nostra si è prodotta in uno scritto in risposta a una interrogazione che Per la Gente di Lozzo ha presentato all’Amministrazione e già ieri vi ho proposto una prima chicca di elevata altezza espressiva.

Per apprezzare appieno questa seconda chicca lasciate che vi riporti il pensiero scandito nelle sue unità fondamentali:

Sono piuttosto da biasimare quelle più svariate oscenità,

dettate dall’incuria delle proprie cose

e dalla mancanza di rispetto della cosa di tutti,

che danno ‘orrenda mostra di se‘ percorrendo la via pubblica

Più svariate? L’incuria, poi, sarebbe “delle proprie cose”? Cos’è questo: moto a luogo? E la “cosa di tutti”, è una variante canginiana della res publica? Palmiro Cangini, ricordate? “Io c’ho ragione e i fatti mi cosano“! E la via pubblica? E’ un’inconsapevole figura allegorica? O è un viatico a più sottili allusioni? Perché l’assessora non scende dall’olimpo poetico e, giunta qui tra noi uomini, non fornisce una spiegazione meno criptica del suo ardimentoso ragionamento, magari indicando anche un numero civico, additando così al pubblico – questo sì lo sarebbe – ludibrio chi ostenta “quelle più svariate oscenità”?

Le chiare “incertezze formali”, credo non vi sia bisogno di sottolinearlo ulteriormente, non sono peraltro smussate dalla limpidezza del costrutto logico che, ne converrete, appare piuttosto lacunoso, sempre a voler essere indulgenti. Ma restate sintonizzati con il BLOZ, perché di queste “più svariate” chicche la nostra – nel rispetto della cosa di tutti – ne ha prodotto più d’una, ed ognuna dà … orrenda mostra di sé.

 

2 commenti per municipio di Lozzo di Cadore: generatore automatico di frasi italianeggianti /1

  • Puore noi

    @Danilo,
    leggendo il tuo articolo, mi è sorto un dubbio marzulliano: saranno le svariate oscenità a dettare ‘incuria delle proprie cose o non sarà piuttosto quest’ultima (intendo l’incuria) a dettare le oscenità con la aggravante dello ‘svariate’? Mi sono poi letto per intero la risposta data dalla assessora (che sia laureata in italianistica?) alla interrogazione presentata dai due consiglieri di minoranza e, davvero, mi sono “rafforzato” nella mia convinzione circa la bravura da talent-scout del primo cittadino. Bisogna infatti riconoscere che il sindaco ha scoperto un giovin virgulto dalle belle speranze, per di più di genere femminile (la qual cosa non guasta), soggetto che possiede i requisiti necessari (quando si dice classe dirigente!!) tali da consentire una degna continuità amministrativa.
    Leggendo l’intera missiva, si ha la netta percezione che semantica, sintassi e grammatica siano possedute in tale grado da costituire solide basi per un premio letterario “Campiello de neautre” da indire nella prossima stagione turistica (in sostituzione delle languenti serate concertistiche presso l’auditorium). Il senso logico delle frasi riprodotte nella summa del pensiero “assessorale” è talmente lapalissiano da lasciare autenticamente sconcertati da tanta bravura, inventiva, capacità di elevati pensieri, coerenza nel susseguirsi dei concetti tanto fluidi da apparire comprensibili all’intero orbe terracqueo…
    “Le bozze installate si è deciso di lasciarle sui supporti fino al loro completo deterioramento per sfruttarle al massimo” (ma non lo sapevate, consiglieri di minoranza, che lo scopo era evidente e nobile: la vostra domanda è quindi pleonastica!).
    “Si coglie l’occasione per far notare che il Parco Benedetto XVI°, globalmente (?),sia per volontà ed impegno della Amministrazione sia per l’AMORE di OPEROSI cittadini, sia per il luogo sacro in se (?) ci viene invidiato da tutti”.
    Che volete, cari lozzesi, meglio di così?! L’alto pensiero mette in luce l’invidia per il Luogo da parte dei paesi viciniori ed il tutto promana dall’impegno degli amministratori e dall’amore degli operosi cittadini (?)…Niente da dire, la plaga dei “Touareg” (vedi post di un recente commentatore) è talmente ben riuscita da suscitare invidia nei forestieri, inorriditi al solo ricordo della triste, ombrosa, mefitica area di accesso alla Chiesetta di Loreto, ante creazione celebrativo parco a ricordo delle due visite papali. Il lusinghiero risultato “ristrutturatorio” ci ha donato la solatìa e carducciana passeggiata che ogni benpensante apprezza e frequenta estasiato.
    NB Mai nickname è apparso più appropriato ed idoneo di quello da me usato!!!

  • […] in gli indecorosi pannelli di Loreto. Indecorosi?? Indecenti!! e aspetti filosofici qui e quo. Come ricordato, prima o poi Bepi Peoceto troverà il tempo per un video in lengoa veneta […]