Fra le varie ipotesi alternative (vedi fontanella di Pianizole) alla situazione descritta in compitino per il ritorno a scuola, quella del taglio dell’autivoi del parco solare di Loreto non era stata proprio da me conteggiata, entrando di diritto nella categoria “pitosto che pitosto“.
In effetti un mio interlocutore mi disse: “se propio propio de deve, pitosto che vedeli desvoità l mar col cuciaro … se podarae feili taià l autivoi de Loreto“, aggiungendo poi “ma de sta stagion e come taià i ciavei a Bisio” (Claudio, [leggi tutto ...]
Alla domanda n. 4 del compitino per il ritorno a scuola, che recitava “fare un breve elenco di operazioni alternative che, a vostro giudizio, avrebbero potuto essere portate a termine nello stesso lasso di tempo”, hanno risposto più persone, talvolta con pretese francamente eccessive. Alcune fra queste vanno verificate. Ma posso proporre intanto il seguente intervento. Lo faccio con una certa dose di apprensione perché trattasi di intervento su ramo terminale di acquedotto: fontanella di Pianizole.
L’apprensione è alimentata da questa considerazione. Tempo fa la minoranza di [leggi tutto ...]
A cavallo del rientro a scuola di tanti (magari lo fossero) studenti, potrebbe giovare loro (ai più grandicelli), cimentarsi nel seguente problema.
Problema: un operatore dotato di decespugliatore si appresta a tagliare l’erba presso i campetti alle Astre. Una fra le prime aree sottoposte al taglio è quella della prima foto. L’area si identifica chiaramente per il colore marroncino più scuro rispetto al resto (eventualmente cliccare sulle foto per un loro ingrandimento).
domanda n. 1: dalle foto stimare quale potrà essere l’altezza dell’erba dopo il taglio e [leggi tutto ...]
No, non così high-tech come quelli che il sindaco di Calalzo ha fatto recentemente installare nel parco lungo la ciclabile, quelli con il codice QR, per capirci.
L’hig-tech, qui, è tale se paragonato al low-tech che, tuttavia, fa ancora la sua buona figura. Il povero e oltraggiato pannello, che potete ammirare in foto, è in queste condizioni da almeno due anni. E sono due anni che, degnissimo testimone dell’incuria e fors’anche della stoltezza di questa amministrazione, combatte una sua personale e dignitosissima battaglia a difesa della [leggi tutto ...]
Il degrado, come qualsiasi altra “grandezza” suscettibile di misura, può essere considerato in una scala di valori. Ma la parola in sé, da sola, indubbiamente induce nel lettore, quasi sempre, un sentimento di negatività. Provate a pensare ad un “lieve degrado”. Non c’è verso. Per quanto “lieve”, quella parola, degrado, pesa come un macigno. È che non ne conosco un’altra equivalente, è un mio limite. Continuerò quindi ad usarla come tale.
Ne avevo già parlato nell’articolo il giallo pubblico a [leggi tutto ...]
Il cosiddetto “verde pubblico” può, con opportuni accorgimenti, diventare “giallo pubblico”. La desertificazione, sia chiaro, è uno dei più seri problemi dell’età moderna e l’espansione inarrestabile del Sahara è lì a dimostrarcelo. Tuttavia, qui ai piedi delle Dolomiti, pensavamo di doverci occupare più del dissesto idrogeologico che degli effetti della desertificazione.
No, non è per un abuso dell’uso che è nato il problema. La frequentazione dei “campetti” infatti, se per la parte sportiva (il campetto vero e proprio) [leggi tutto ...]
Sono circa 6 anni che l’impianto di illuminazione della Roggia dei Mulini di Lozzo di Cadore gode di problemi. Mi ricordo il primo anno di amministrazion Manfreda: durante il mese di agosto avremmo dovuto, io lui e Leo, fare una verifica dell’impianto che già allora non funzionava adeguatamente.
La scelta logica era di percorrerlo al calare delle tenebre. Convenimmo di trovarci ma, per vari impedimenti del sindaco, ciò non fu possibile fino al sopraggiungere della serata che sembrava essere proprio quella giusta. Ma giunse un temporale [leggi tutto ...]
Non entro qui nel merito di come la nostra amministrazione abbia cercato di risolvere il problemino di minuto mantenimento da me sollevato nell’articolo aspettando il GAL … alla Roggia dei Mulini (vi anticipo che è penoso ed entrerò nel merito della questione più avanti nel tempo), relativo al cambio di alcuni pannellini informativi.
Mi sento invece in dovere di avvertire i nostri tecnici e l’amministrazione intera che i pannelli che sono stati esposti lungo il percorso della Roggia dei Mulini rappresentano una vera arma impropria di [leggi tutto ...]
23 luglio 2009, foto sopra: il fieno rinsecchito alla Roggia dei Mulini.
27 maggio 2010, foto sotto: il lupo perde il pelo ma non il vizio. L’erba è stata tagliata il 4 o il 5 maggio, quindi circa 22 giorni fa. Io c’ero perché sto finendo un libro sulle macchine idrauliche e stavo raccogliendo una testimonianza da Leo.
In un’area come la Roggia dei Mulini, che deve funzionare da attrattiva turistica, il decoro delle adiacenze dovrebbe stare a cuore tanto quanto la possibilità di far girare la [leggi tutto ...]
Da poco si è aggiunta una email a ciò che non molto tempo addietro mi segnalava anche un mio amico. Entrambi sostengono che la questione Roggia dei Mulini non può essere semplicemente ricondotta al cambio di tre pannellini sul percorso.
Me l’hanno detto in senso critico, ritenendo che il BLOZ debba interessarsi di cose più importanti. Detto fuori dai denti, loro ritengono che l’articolo sarebbe semplicemente criticoso e non porterebbe niente al miglioramento delle cose.
Risposta: è vero, ci vuol niente ad ammettere che tre pannellini non [leggi tutto ...]
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