Reolon, Guglielmo Tell e il salvataggio delle Alpi

E’ bello sapere che quelli del PD si stanno interessando alla salute di tutto l’arco alpino. E’ bello sapere che Sergio Reolon, dopo le conquiste sull’attuazione dell’art.  15 dello Statuto – quello della specificità riconosciuta alla provincia di Belluno – ottenute valorosamente pugnando nell’agone consiliare veneto … (naaaa! lo dico per i meno attenti: sto scherzando! il moschettiere ha finora semplicemente pianto come un vitellone per la mancata applicazione dell’art.15, ma niente di più), è bello sapere, dicevo, che il prode cavaliere – novello Guglielmo Tell in salsa bellumitica – ha volto lo sguardo oltre le natìe vette, abbracciando d’un colpo tutto ciò che si distende da Grenoble alle Alpi Dinariche.

A questa pasta d’uomo qui, consigliere regionale, stavano, in Regione, facendogliela sotto il naso: in sede di approvazione della nuova legge sul turismo stavano per conglobare il settore turistico locale Dolomiti nell’unico tematismo originariamente previsto ossia Dolomiti e montagna, comprendendo in esso tutta la montagna veneta senza distinzioni. Un colpo di culo ha voluto che i moschettieri belluneggianti se ne accorgessero trasalendo (sì, anche Bond stava beatamente sonnecchiando) ponendo doverosa toppa emendativa (i dettagli in turismo dolomitico: il ‘coup de théâtre’ della coppia Bondolon). Stessa minestra per quanto riguarda l’estensione del tematismo Dolomiti a tutta la provincia di Belluno (i dettagli in quel volpone di Finozzi e il tematismo Dolomiti esteso a tutta la provincia di Belluno).

Ma viene sempre il momento della gloria, il momento in cui si deve “abbandonare la retorica“, il momento in cui la fuffa di tutti i giorni si può diluire ancor più omeopaticamente in conquiste oniriche di insospettabile vividezza.

Un Documento per salvare le Alpi. E’ stato voluto fortemente da Sergio Reolon insieme al gruppo di parlamentari del Pd dell’Arco Alpino […]

L’iniziativa del gruppo parte dalla constatazione del pericolo che corrono i territori alpini. Le Alpi sono a rischio collasso, per la loro natura complessa e per le difficoltà ad adattarsi al veloce cambiamento del mercato; serve un supporto irrevocabile da parte dell’Italia e delle stesse regioni.

Sullo sfondo Cipra, Convenzione delle Alpi, Macroregione alpina della UE (quiquoqua e recentemente que), dilettanti allo sbaraglio. Le grandi menti si saziano solo con grandi conquiste.

 

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