Rizzo, la promozione turistica e le 'cassate' siciliane

Dalle colonne del Corriere della Sera Sergio Rizzo sputa fuoco e fiamme contro un’altra “sperequazione” italica, quella delle spese regionali per la promozione turistica. Attingendo ai dati di una recente indagine di Confartigianato, egli si dilunga nella solita litania della disparità di impiego della spesa pubblica e, nel caso di specie, soprattutto sulla disparità dei risultati ottenuti. Sembra infatti che le Regioni, o aree di esse, le province per esempio, non si debbano più di tanto disperare se la spesa pro capite (in questo caso pro presenza turistica) che si possono permettere è più contratta di una stella di neutroni.

Lo dimostra il Veneto che svetta come prima regione dell’impero italico per numero di presenze pur potendo contare solo su una spesa promozionale pro presenza di 0,6 euro (su 61.555.337 presenze), contrapposto – per esempio – alla Sicilia, che palesa una spesa pro presenza di 9,2 euro (su 13. 775.692 presenze): 15 (quindici) volte tanto (chissà perché quando leggo queste cose mi viene la fiammata federalista e/o indipendentista).

I dati si prestano perfettamente all’invettiva anti-spreco che ha sempre caratterizzato i lavori di Rizzo e Stella e che deborda da ogni pagina dei loro libri e da ogni riga dei loro articoli. C’è da dire che le presenze turistiche sono rilevate dall’insieme delle segnalazioni raccolte sul territorio dagli operatori dell’accoglienza e trasmesse agli uffici statistici delle rispettive regioni. E c’è a questo riguardo una puntualizzazione da fare che il signor Rizzo, a mio parere, non doveva fare a meno di evidenziare.

Neanche l’ex ministro Brunetta, pur pieno di tequila come un lumino e sotto pesanti sedativi, riuscirebbe a credere che la Sicilia, bagnata ogni dove dal mare e baciata dal sole come sappiamo, faccia solo 13 milioni di presenze. Ne fa almeno 4 volte di più. Ma vale per il Veneto lo stesso ragionamento? No, ossia, molto molto meno. Le statistiche nordiste si possono infatti ritenere abbastanza aderenti alla realtà. E qui viene il bello. Basta, per esempio, essere speciali e … (uno di questi giorni posto la classifica completa, ma se scorrete l’articolo di Rizzo scoprirete da soli le performance della specialità valdostana…).

Qualcuno di voi si ricorda la correlazione inversa? Eccola qui dimostrata: più spendi in promozione turistica e meno presenze ti porti a casa. Altro che popolo di poeti e navigatori. Italiani, popolo di grandi teste di cazzo.

 

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