controllo del territorio: il materasso a molle PermaLoz

Due settimane fa, mentre attraversavo il ponte di Treponti, la mia acuta curiosità fu attratta da una fuggevole macchia chiara fra l’ancor svestita vegetazione, biancheggiante al di là dell’Ansiei di fianco al ponte de Cornon. Di ritorno mi fermai ad indagare scoprendo che trattavasi, anzi, trattasi, di set di materassi a molle tipo Permaloz.

Mi son detto: tenuto conto delle note capacità di controllo e verifica del territorio che assumono a sé tanto il sindaco che il vice del nostro amato borgo, tra qualche giorno sta [leggi tutto ...]

Lozzo di Cadore: tra lauree e multe da nababbi /2

Nota di colore numero due (qui la n° uno) relativa all’avviso sulla caccia alla cacca.

Di questi tempi in cui anche quel genialaccio di Oscar Giannino millanta (senza averne peraltro alcun bisogno) lauree e master che non ha, seguìto a breve distanza e sulla stessa scivolosa strada da altro personaggio, tal Crosetto (deputato responsabile economico di Forza Italia, poi in forza al PDL ed ora esponente di Fratelli d’Italia), cui si è aggiunta la grillina Marta Grande (che la laurea ce l’ha – Bachelor of Art [leggi tutto ...]

Lozzo di Cadore: tra lauree e multe da nababbi /1

Nota di colore numero uno relativa all’avviso sulla caccia alla cacca.

Errare è umano, certamente. E’ poi quasi certo che l’avviso relativo alla caccia alla cacca sia stato redatto da qualcuno dello staff del sindaco e non dal medesimo. Ciò in ragione del fatto che – ancorché a capo di un comune di soli 1499 abitanti, in declino permanente effettivo (non solo demografico), che si sta “perarolizzando”, che ha imboccato la strada della decrescita infelice – è da ritenere che il sindaco sia affacendato in altre [leggi tutto ...]

Lozzo di Cadore: aperta la caccia alla cacca (versione dubitativa)

Alla versione dotta prima e villica poi dell’epica caccia alla cacca, devo aggiungere la presente che appellerei dubitativa. Il dubbio nasce dalla seguente perentoria e categorica affermazione del sindaco riportata nell’avviso recentemente diramato detto, per l’appunto, della caccia alla cacca (vedi versione villica per prenderne atto):

… Informa che sono state date specifiche direttive di repressione nei confronti dei trasgressori.

Di grazia, sig. sindaco (vostro, naturalmente), cosa dovremmo temere di tanto repressivo? Quali potrebbero essere, nello specifico, le “direttive di repressione” cui non potremmo sottrarci se trasgressori? Ci [leggi tutto ...]

Lozzo di Cadore: aperta la caccia alla cacca (versione villica)

Sottolineo che villico non è villano, il quale solitamente ignora le buone maniere ed è privo di garbo. Dunque, al seguito della versione “dotta” già pubblicata, ecco quella villica, firmata niente popodimeno che dal vostro sindaco. Anch’io, nel mio piccolo, ho creduto fosse cosa buona e giusta dare spazio e pubblicità a tal sorte di avviso.

Mi sono chiesto quali possano essere stati i motivi che hanno spinto l’amministrazione a tanto. Al momento ho individuato tre possibili moventi:

1-alcuni villici devono essere andati a reclamare [leggi tutto ...]

Lozzo di Cadore: aperta la caccia alla cacca (versione dotta)

Tempo al tempo. Domani o forse prima vi proporrò anche la versione “villica”, quella firmata direttamente dal vostro sindaco. Va detto subito che trattasi di cacca canina. Per dare sostegno all’asserito dottume del qui presente articolo, riporto un passo tratto dai Laudi di Domegge pescato a sua volta nel “Glossario del cadorino antico” di recente pubblicazione (in questo caso la versione del Laudo è del 1768 ma esso riporta norme già statuite molto tempo prima, fin dal 1300 e rotti).

La cosa valeva per Domegge ma [leggi tutto ...]

tira più un pel di ANA che un carro di buoi

Sto vedendo cose che voi umani non potete neppure immaginare. Neanche papa Ratzi sarebbe riuscito a rivoltare il paese come un calzino. Arriva la staffetta, la piazza dev’essere perfetta.

Non ho tempo ma in questa circostanza mi sarebbe piaciuto sciogliere l’endecasillabo e ricamare un soave poemetto ad imperitura memoria. Oggi tutte quelle sfolgoranti bandiere italiche che pendono ciondolanti nell’anfiteatro sulla piazza principale hanno commosso anche me, anti-italiano doc. Par di vivere quell’eterea atmosfera risorgimentale che vide Pio IX salire al soglio pontificio: fu concessa la libertà [leggi tutto ...]

Lozzo di Cadore: 'trovare i soldi necessari per questi interventi non è stato facile' (remake)

Vi ricorderete un numero della Pravda di Lozzo di Cadore, il bolcom numero 4, nel quale il vostro sindaco, capo del politburo, aveva paternalisticamente concesso alla novella assessora di esprimersi riguardo ai lavori pubblici di imminente realizzazione, parte dei quali avrebbero dato luogo alle Ringhiere del Recluso? L’assessora aveva gonfiato il petto e solennemente dichiarato:

“Trovare i soldi necessari per questi interventi non è stato facile”.

Ebbi buon gioco allora a sbugiardare le velleità tribunesche della meteora politicante, in considerazione del fatto che Mamma Regione (o Barba [leggi tutto ...]

Lozzo di Cadore: la riserva naturale orientata del 'brolo de Sior Tita'

Oggi il brolo de Sior Tita, a dispetto del nome ereditato, è uno spazio pubblico adibito a parcheggio. Ma non è uno spazio normale essendo, così direbbe anche una mezza tacca d’architetto, uno spazio cerniera tra l’archeologia industriale rappresentata (poco finché si vuole) dal percorso della Roggia dei Mulini e le testimonianze di architettura rurale espresse da Prou, la borgata più conservativa di Lozzo di Cadore (ambedue valenze di carattere turistico, nevvero sindaco?).

Ma basterebbe il fatto che il luogo è un parcheggio comunale, suolo pubblico [leggi tutto ...]

Lozzo di Cadore: una proposta per risolvere il problema delle deiezioni canine

Caro commentatore @Pugliese ma non troppo, le tue giuste osservazioni riguardanti le performance canine intestinali mi suggeriscono alcune considerazioni riguardanti il signor sindaco. Il nostro continua a dire in giro, non mancando di farlo anche sui giornali (qui l’esempio più recente), che i risultati raggiunti nel campo della differenziata si dovrebbero alla potenza comunicatrice degli incontri (2 x 100 persone metà delle quali cooptate al grido “me racomando porté anche i vece e i tosate …”) ed alla efficacia, sempre comunicativa, dei due articoletti pubblicati [leggi tutto ...]