bocche cucite al Bim-Gsp: che sia per lo stesso motivo dei nasi tappati?

Ho più volte sottolineato che vi sono problematiche che non possono essere trattate semplicemente come fatti di cronaca. Per esempio il buco-voragine del Bim-Gsp: bisogna che la società civile pretenda la massima trasparenza da parte della cosiddetta politica, che qui è semplicemente degradata nella partitica della peggior razza (politicamente, sarebbe corretto parlare di feccia). E parlando di partiti, fra tutti emerge, ossia galleggia, il PDL, il partito che si è assunto la responsabilità di aver prodotto l’abiminevole buco dell’acqua da 27.000 € al giorno (dal 2004 ad oggi) con una gestione quanto meno scriteriata.

La società civile, dicevo, ha il diritto di essere informata su come evolvono queste vicende. Recentemente il Corriere delle Alpi ha messo il naso in queste faccende scoprendo qualche altarino, a parte le bocche cucite del triumvirato gestionale, tipo l’ipotizzato aumento tariffario del 30% (oltre a quello del 5% ogni anno per 15 anni già deliberato). E per fortuna che qualcuno va a ficcare il naso !!!

Omar Monestier, direttore del Corriere delle Alpi, ha da poco aperto un blog per i bellunesi sul quale la gente può intervenire con i propri commenti. Fra i primi articoli, questo ha un ché di sorprendente: è vero che al peggio non c’è mai fine, ma è anche vero che la gente deve essere informata. Deciderà poi da sola alla prossima occasione elettorale se dare o meno una legnata alla gentaglia che ha imperversato in questi enti che ora stanno cadendo a pezzi. Osserva quindi Monestier (il neretto è mio):

Il Bim Gsp decide e non ci informa

Aggiornamenti dalla galassia dorata di Bim Gsp: stiamo lavorando e non abbiamo intenzione di dare comunicazioni. Coosaaa? La società del buco, quella che risana i suoi bilanci chiedendo soldi ai cittadini (nascondendosi dietro gli Ato) ci viene a dire che non comunica? Leggete, ve ne prego, l’intervista di Irene Aliprandi sul Corriere delle Alpi. Noi non solo vogliamo sapere, ma abbiamo tutta l’intenzione di dire la nostra. Abbiamo obiettato al presidente Mario Leonardi che i costi delle scelte di Bim Gsp ricadono sulle tasche dei cittadini. Ci ha risposto che: è un modo di esprimersi per far colpo sulla popolazione.
Ecco, cari bellunesi, avete capito. Loro fanno il buco, ci chiedono i soldi per tapparlo e accusano noi di fare demagogia. Regolatevi.

Riguardo alla gestione vergognosa del Bim-Gsp basta questo per oggi. Domani una breve analisi supportata dall’intervista della Aliprandi cui il direttore fa cenno. Intanto penso al titolo che potrebbe essere … il Triumvirato demo-oligarchico.

Nel frattempo cerco di portare un po’ d’acqua fresca al mulino del BARD, Movimento Belluno Autonoma Regione Dolomiti, gente semplice e politicamente “trasversale” che ha compreso che i partiti di un tempo non sono più adatti a traghettare la provincia di Belluno verso il futuro. Gente, aderite al BARD, abbiamo bisogno di acque limpide.

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