parco solare di Loreto: l'alberatura particolare dedicata a Benedetto XVI e lo shadow corner

C’è il parco macchine, il parco giochi, il parco divertimenti. C’è anche il «… non essere così parco!». Ma in ambiente urbano il parco, 100 volte su 100, qualifica quello spazio pubblico, quell’area verde, popolata (anche) da alberi nella quale l’animo può trovare ristoro ed il corpo, soprattutto quando imperversa la calura estiva, può trovare appagante frescura.

Ok, poi c’è il parco solare di Loreto: una spianata nella quale il sole picchia abbacinante e l’unico albero (l’aier de Bruno de Gavino), pur essendo sostanzialmente ai margini della spianata, risalta come un totem. E questa è la prima anomalia di questo “parco”: a parte l’aier, unico generatore d’ombra anche se poco efficiente (vista la sua posizione e la congiunzione astrale), non c’è un albero che sia uno.

Eppur il sindaco ce l’ha menata con quell’alberatura particolare dedicata a Ratzi fin dal giugno del 2009:

[…] «Un altro progetto, che speriamo si concluda entro agosto, comprende la valorizzazione dell’area circostante il santuario della Madonna di Loreto, in cui saranno installati vari pannelli geografici, storici e naturalistici ed un’alberatura particolare dedicata a Papa Benedetto XVI, che visitò la storica chiesetta di Lozzo durante la sua ultima vacanza in Cadore» (Gazzettino).

Io non sono stato da meno eh, e l’ho menata a mia volta, la faccenda (ma a fin di bene, naturalmente; avete mai sentito parlare dell’invidia del bene?):

Comunque, ad oggi la storia dell’ “alberatura particolare dedicata a Papa Benedetto XVI” è un problema ancora aperto. E sto pensando alla frescura, all’ombra ottenibile da tale alberatura (se ci fosse) nei meriggi di canicola, non propriamente alla dedicazione al papa che, personalmente, non mi tocca. No perché, un posto che ci viene invidiato così tanto meriterebbe, se non proprio un’intera alberatura, almeno uno shadow corner di un certo rilievo.

 

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