Lozzo di Cadore: la leggenda della Guardia Boschiva /1

Ormai sta iniziando a prendere i contorni di una leggenda ed ogni tanto la faccenda ri-salta fuori nelle discussioni su questo BLOZ. Mi riferisco alla convinzione secondo la quale sarebbe la Polizia Locale a non voler assumere – quando serve – anche il ruolo di guardia boschiva. Ecco l’ultimo commento in cui la questione è stata ritirata in ballo:

[…] A questo punto vi chiedo (chiedo a tutti perchè Cagliostro mi ha obnubilato, appena ho tempo guardo sul dizionario di preciso cosa vuol dire): siamo senza guardia boschiva per una precisa scelta dell’amministrazione o perchè, per un qualsiasi motivo, la guardia boschiva ha espresso la volontà di non svolgere più questa mansione?

Nel tentare di rimettere a fuoco il problema mi sia concesso un riassunto-riepilogo delle puntate precedenti che ritengo necessario per introdurre un secondo articolo che pubblicherò a breve. Il riepilogo è diventato lungo e noiosetto, ma non conosco un altro modo per inquadrare il problema nella sua evoluzione storica e nella sua interezza.

Va chiarito anche – per quanto sia più che logico – che la mansione di guardia boschiva non va intesa solo – per fare un esempio – nel senso di verifica dello stato di salute del bosco, ma bensì nel senso ben più ampio di “controllo generale di polizia del territorio” come – sempre per fare qualche esempio fra i tanti – controllo dei fungaioli, dell’abusivismo edilizio, delle scorribande motorizzate. Ripeto: quella che segue è una selezione tratta da articoli già pubblicati che hanno come argomento l’utilizzo che questa amministrazione fa della Polizia Locale. Per chi non ce la fa, ci si legge su “Lozzo di Cadore: la leggenda della Guardia Boschiva /2”.

 


Riassunto-Riepilogo:

Bisogna partire dal fatto che, a mio parere, la Polizia Locale non presidia il territorio perché è costretta da scelte eminentemente politiche – ribadisco: politiche – a restare in paese, e non già per una serie di scelte di carattere personale a lei riconducibili. L’ho scritto la prima volta in “a fanculo il presidio del territorio di Lozzo di Cadore: la rete di protezione dell’acquedotto di Fraina non c’è più …” il 7 luglio 2010 (27 commenti):

Succede invece che il sig. sindaco, il vice, i sig.ri giuntisti ed i consiglieri di maggioranza abbiano creato un miasma di scelte per le quali il presidio del territorio non viene per niente garantito, non foss’altro perché la Polizia Locale è sostanzialmente costretta a restare in paese. Mi piacerebbe conoscere le linee guida che governano l’attività della Polizia Locale per renderle pubbliche ed iniziare a prendere atto anche di questa situazione. Credo che la minoranza dovrebbe cercare di muoversi anche in questa direzione, basterebbe una precisa interpellanza.

Concetto ripreso successivamente in mentre a Faé-Veleza si sbanca il territorio, la guardia comunale di Lozzo di Cadore è costretta a contare le macchine che passano per il paese il 21 luglio 2010 (31 commenti):

Non è la guardia che non vuole andare, è il sindaco, il vice e (forse) la giunta che l’hanno incatenata a Lozzo (vedi abbandono di Pian dei Buoi, sorgente di Fraina). Perché faccia più multe, evidentemente.

ribadito ancora qualche giorno dopo in “la lotta alle multe dell’amministrazione di Lozzo di Cadore” 24 luglio 2010:

Preciso che il mio interesse è capire perché l’agente di polizia locale – guardia boschiva Achille Da Pra non presidia tutto il territorio del comune di Lozzo di Cadore ma solo e semplicemente la parte urbana, tra l’altro con direttive (se sono tali) alquanto discutibili. Quello delle multe quindi sarebbe un problema “accessorio” , ma visto che se ne vuol parlare parliamone.

e, lo stesso giorno, ridefinito ulteriormente in “ancora una riflessione sul tema multe e utilizzo sul territorio della Polizia Locale” nella quale mi proponevo di chiedere lumi proprio alla Polizia Locale:

Non possiamo immaginare che la Polizia Locale sia come un “libero professionista” che va dove vuole e come vuole. Tanto più che una amministrazione ha il dovere di creare le condizioni per ottenere la massima efficienza da parte del proprio personale. A questo proposito è facile immaginarsi che le attività della Polizia Locale saranno senz’altro determinate da un ferreo regolamento, ma è altrettanto ovvio immaginarsi che le stesse attività possano e debbano essere sottoposte a direttive di carattere “politico” espresse dall’amministrazione.

Non appena avrò l’occasione chiederò proprio alla Polizia Locale se quanto penso corrisponda alla realtà. In particolare, sempre che mi possa rispondere, vorrei cercare di capire, a beneficio di tutti i lettori, quali siano le “direttive politiche” dettate dall’amministrazione alle quali deve conformarsi nell’esercizio delle proprie mansioni. Mi piacerebbe inoltre chiarire, se vi sono, quali siano queste supposte “non disponibilità” da parte sua cui si fa cenno “in piazza”.

Passa il tempo e si giunge all’ipotizzato “tentato sequesto” di un bambino, episodio nel quale il sindaco si produce sul Gazzettino in una serie di considerazioni semiserie fino allo stucchevole “abbiamo allertato i nostri vigili”. Vigili? Dei vari punti analizzati in ‘tentato sequestro’ a Lozzo di Cadore. Sindaco, spiegaci: che efficacia può avere il controllo di un vigile a cui viene impedito l’uso dell’auto? (19 novembre 2011) evidenzio i seguenti (ulteriore materiale sulla vicenda, compresa la mia lettera di replica a quanto asserito dal sindaco, la si può trovare in ‘tentato sequestro’ a Lozzo di Cadore: la ‘maratona’ continua … 23 novembre 2011):

[…] Smettila di essere approssimativo. Definisci cosa vuol dire “fare un controllo” (cosa fa, materialmente, il nostro vigile quando fa, a tuo modo di vedere, un controllo?) e cosa vuol dire “abbiamo intensificato il controllo” (quanti controlli può fare?). Quali sarebbero i “punti di maggior afflusso e aggregazione“? La gente vuole sapere.

E’ solo una svista giornalistica o “i nostri vigili” cui fai riferimento sono proprio tue allucinazioni, visto che ne abbiamo uno e dalla tua amministrazione colpevolmente sottoutilizzato?

Perché non spieghi alla gente quali sono i motivi per i quali la nostra guardia comunale è costretta a prestare il proprio servizio sempre a piedi?

In queste specifiche circostanze non sarebbe certamente molto più efficace un servizio di vigilanza su automezzo?

Come faresti a dar seguito a ciò che dici qui?: «Questa situazione – dice – dimostra come nella vita bisogna sempre stare all’erta, cercando di prevenire anche le cose più impensabili»? E come previeni le cose più impensabili? Ribadisco: facendo girare a piedi il vigile?

Segnalo infine in la strada per Pian dei Buoi e gli incontri ravvicinati del quarto tipo gli omessi controlli sulle modalità di utilizzo degli orari “alternati” sulla strada del Genio (10 luglio 2012):

[…] E’ altrettanto noto che l’amministrazione comunale di Lozzo ha confinato e condizionato le attività della polizia locale al solo ambito urbano in modo tale che i controlli sul territorio li fa, per dire, il vicesindaco, quando va a funghi.

il Far West dei SUV a Monte in Pian dei Buoi: traffico (abusivo) di SUV lungo la strada di Val da Rin (27 agosto 2012):

[…] Naturalmente, bisognerebbe che il Re Sole, oltre a grattarsi beatamente la schiena, prevedesse un utilizzo più intelligente del ruolo della guardia comunale stessa, mentre sappiamo che ciò non succede essendo la medesima confinata – da esplicite scelte politico-amministrative – a mero “passeggio” per le vie del paese, come più volte da me sottolineato.

e, dulcis in fundo, la faccenda del cedimento del muro in ‘l mus e l dotor’ ed il cedimento del muro nei pressi di Tamarì (22 novembre 2012):

[…] Ora dovete fare lo sforzo di mettervi nell’ordine di idee che qualifica il cosiddetto e tanto decantato “presidio del territorio“. E chiedetevi: da giugno ad oggi, quante volte sindaco e vice sono transitati per questa strada (ricordando che sono cacciatori, ooops, escursionisti venatori, per quanto illuminati)? Quante volte avranno visto i due paletti con il nastro messo da noi? Se si sono fermati ad osservare, scendendo dalla macchina e andando sotto il muretto, si saranno resi conto del problema? Giugno, luglio, agosto, settembre, ottobre, metà novembre…

Ecco, uno come me ora non riesce ad immaginarsi se sindaco e vicesindaco sono i mus che avrebbero bisogno del dotor – polizia locale – che però è relegata (anche) a dirigere il traffico in via Piave (proprio così: dirigere il traffico in via Piave, neanche fosse la “strada dei puttanieri”, quella sì trafficatissima; ho già chiarito che alla PL è fatto sostanziale divieto di uscire dai limiti urbani), o se invece non sia la polizia locale – nell’ipotesi che fosse autorizzata ad uscire dal paese, cosa che ripeto non è – ad assumere il ruolo del mus ed aver bisogno del dotor (sindaco e/o vice)?

Ora fatevi una seconda domanda: quante volte avrebbe dovuto passare la polizia locale prima di accorgersi del problema? La risposta non è così difficile. E questo dimostra che “n mus e n dotor val pi de n mus“.

 

 

7 commenti per Lozzo di Cadore: la leggenda della Guardia Boschiva /1

  • Analfabeta

    Visto il comportamento arrogante e poco ragionevole del vigile di lozzo , dovrebbe essere relegato tutto l’anno dove il “Rio Rin ” si immette nel Piave !!! Quello e’ il luogo più adatto a lui , solo tutto il giorno , così non saremmo più trattati tutti come dei delinquenti , da un essere maleducato e ripeto ARROGANTE, pieno di se stesso e della sua divisa ! Un cittadino che commette una infrazione ha il diritto di essere trattato con rispetto ed educazione , cosa che manca al nostro sceriffo ! ! Quanto costano ogni anno alle casse comunali le cause perse dal vigile con la sua irrefrenabile smania di far multe ? Bene fanno a tenerlo lontano da Pian dei Buoi , altrimenti farebbe scappare quei pochi turisti che non ostante la strada hanno il coraggio di salire fin lassù.

  • […] precedente articolo è servito a fare un riepilogo di quanto da me scritto su un argomento più generale ossia […]

  • @Analfabeta,
    è vero che non stiamo parlando della Croce Rossa e neanche di Maria Teresa di Calcutta, ma proprio per questo, proprio perché impallinare questi ruoli è fin troppo facile, bisognerebbe guardare al ruolo istituzionale e funzionale della Polizia Locale e alle modalità con cui viene espletato sul nostro territorio. L’eventuale giudizio (personale) su come un servizio pubblico – qualunque servizio – si interfaccia con l’utenza (grado di cortesia, affabilità ecc.) non è che non abbia valore, ma essendo profondamente soggettivo, ed in questa circostanza ancor più visto il ruolo “punitivo” che – obtorto collo – chi assume il ruolo di Polizia deve avere, andrebbe evitato. Anch’io mi ricordo il furore di “quella volta” che mi ha fatto la multa per non aver esposto il disco orario. Doppio furore perché ero stato chiamato per una “consulenza” da parte dell’ufficio turistico. Però quei 10 minuti – che la Polizia aveva lasciato passare prima di… ZAC – erano diventati un’ora e passa…

  • Lozzese

    Conosco la persona in causa e, per quel che mi riguarda direttamente e per quanto ne so, molto probabilmente tiene un comportamento in base agli atteggiamenti tenuti dai propri interlocutori. Del resto è umano pure lui e non un robot, o peggio, un burattino.

  • Contribuente

    Sarebbe interessante sapere se c’è, e vederlo, un qualche regolamento che disciplini il servizio della polizia comunale di Lozzo.

  • Cagliostro

    @Contribuente,
    più che di regolamento, direi che si tratta di “ordini di servizio” tassativi, poco convincenti e…poco opportuni sul piano del merito. A Lozzo la discrezionalità autoritaria la fa da padrona.

  • Contribuente

    @Cagliostro, capisco, ma se ci fosse un qualche regolamento ci sarebbe già una base su cui confrontarsi; tanto per capire se quello che viene fatto o quello che non viene fatto sia compatibile con quanto stabilito.
    Mi è difficile immaginare che il servizio svolto sia contrario alla normativa.