3 Comments

  1. talaren
    21 aprile 2012 @ 10:31

    Sbaglio o i sindaci che hanno votato no all’aumento sono proprio quelli che stanno per andare verso elezioni? Probabilmente però queste mosse da campagna elettorale verranno viste dalla gente come un reale pentimento, che permetterà loro di lavarsi dal peccato-BIM originale…
    Potranno quindi candidarsi ad una rielezione a testa alta…

  2. frank
    21 aprile 2012 @ 10:50

    Sembra che i “sindacos” abbiano perso un componente, tornato ad essere SINDACO: Franceschi di Cortina

  3. Danilo De Martin
    21 aprile 2012 @ 12:17

    riguardo ai “sindakos pentiti” ed in particolare a Franceschi credo che vi sia una parte di ragione in ciò che dice @talaren. Nel contempo bisogna ricordarsi che Franceschi si è spesso (per quanto ne abbiamo saputo attraverso la stampa) “dissociato” dalle disinvolte modalità di gestione del Bim-Gsp, in particolare quando si è trattato di votare per il triumvirato allorquando Franceschi, astenendosi dal votare a favore di Salton (proposto dall’assemblea di vallata Cadore-longaronese-Zoldano del Bim), affermò che riguardo alle modalità di nomina esistesse «Un percorso strano per il nuovo cda». Riporto da un articolo precedente (qui il pezzo del Corriere delle Alpi):

    Franceschi ha una visione corretta di quello che è successo in Bim Gsp e che ha portato al buco da oltre 75 milioni di euro: «C’è un concorso di colpa iniziale, ma poi bisognava capire prima che i conti non tornavano, evitare di fare investimenti superiori alle capacità aziendali e aggiornare la tariffa. Insomma, tutti sono colpevoli, ma è chiaro che chi sta davanti (il cda) è il più esposto. Onori ma anche oneri».

    Eppure tra molti sindaci c’è il fuggi fuggi e anche nella gestione di questa fase l’atteggiamento non cambia. Franceschi, ad esempio, si è astenuto su Gildo Salton: «Non lo conosco, il problema sta nella gestione delle candidature del cda: nell’assemblea di vallata un sindaco ha presentato un curriculum, ha chiesto se ne avevamo altri e così Salton è andato ai voti. Ma nessuno si era preparato, non era chiaro che bisognava arrivare con dei nomi. Per me questo percorso è strano: sarebbe stato più corretto trovare un manager secondo i metodi classici dell’avviso pubblico. E’ singolare che questa provincia abbia solo tre nomi disponibili e non vedo quel segno di discontinuità auspicato».