Bim-Gsp: sindakos al voto sull'aumento tariffario dell'acqua

Prendo spunto da una email che mi è giunta dal comitato Prà Gras e che affronta il problema dell’aumento del 35% (io ero rimasto a un 30%) delle tariffe dell’acqua, provvedimento che verrà votato oggi da quelle aquile di sindaci che amministrano il Bim-Gsp e l’Aato del territorio bellunese. Il comitato sollecita le varie componenti della società civile ad “invitare i rispettivi sindaci a votare NO !!! all’assurdo aumento della nostra acqua”, affermando peraltro che vi sono altri modi per risolvere la questione “senza svenare noi cittadini”.

Il comitato ha le sue buone ragioni, ma i sindaci che oggi si recheranno al pascolo – oops al voto – si comporteranno come ABC (Alfano, Bersani, Casini) quando nel buio di un sottoscala alla Camera hanno “stabilito” le nuove regole del sistema elettorale. Si sono “parati il culo”, e che altro potevano fare?

Ora, io sto cercando di capire se e in che modo sia possibile invitare il “vostro” sindaco di Lozzo a votare NO e mi sono posto qualche quesito sulla categoria dei sindakos:

  • i sindaci che per anni ed anni di fila (il “vostro” sindaco Manfreda per 8), si sono recati alle assemblee di Ato e Bim-Gsp come esseri paranormali, alzando la mano ed approvando tutti i bilanci che in questo lungo periodo sono “sfilati davanti ai loro occhi” (tanto i preventivi che i consuntivi);
  • la grande maggioranza dei sindaci che credono che “bilancio” sia il genere maschile di bilancia;
  • i sindaci che volevano inchiappettarci con l’una tantum da 100 euri;
  • i sindaci che hanno lasciato che il buco del Bim-Gsp,o squilibrio finanziario che dir si voglia, si ingigantisse di una quota pari a 27.000 euri al giorno;
  • i sindaci che hanno abdicato passando (solo virtualmente) la vergogna del loro agire nelle mani di un arrogante triumvirato tecno-oligarchico, quelli con le bocche cucite sgamati dal Corriere delle Alpi;
  • i sindaci che, dopo aver strozzato con le loro mani il Bim-Gsp, con la lacrima agli occhi vogliono farne l’autopsia per capire cosa potrebbe succedere in caso di fallimento;
  • i sindaci cui il Bim-Gsp ha costruito la centralina idroelettrica lungimirante andando ad ingigantire il baratro finanziario, il famoso squilibrio detto anche buco nell’acqua;
  • i sindaci che non credono ancor oggi che l’uomo sia stato sulla Luna ma che regolano i “deflussi vitali” con le avveniristiche webcam;
  • i sindaci che in mezzo alla merda da loro prodotta non hanno saputo fare altro che nominare un gruppo di paggi che l’ha solo rimestolata creando miasmi mefitici;

e mi fermo qui ma potrei andare molto oltre. Ebbene, in questa occasione potranno mai, questi sindaci, votare NO ??

Salvo qualche rara eccezione, visto che si tratterà di salvare la patria (altrimenti il patrimonio fin qui creato … bla bla bla), credo proprio di NO. Neanche il governo di tecnocialtroni che ci ritroviamo sarebbe giunto ad ipotizzare soluzioni di tal fatta.

volantino-pra-gras

3 commenti per Bim-Gsp: sindakos al voto sull’aumento tariffario dell’acqua

  • talaren

    Sbaglio o i sindaci che hanno votato no all’aumento sono proprio quelli che stanno per andare verso elezioni? Probabilmente però queste mosse da campagna elettorale verranno viste dalla gente come un reale pentimento, che permetterà loro di lavarsi dal peccato-BIM originale…
    Potranno quindi candidarsi ad una rielezione a testa alta…

  • frank

    Sembra che i “sindacos” abbiano perso un componente, tornato ad essere SINDACO: Franceschi di Cortina

  • riguardo ai “sindakos pentiti” ed in particolare a Franceschi credo che vi sia una parte di ragione in ciò che dice @talaren. Nel contempo bisogna ricordarsi che Franceschi si è spesso (per quanto ne abbiamo saputo attraverso la stampa) “dissociato” dalle disinvolte modalità di gestione del Bim-Gsp, in particolare quando si è trattato di votare per il triumvirato allorquando Franceschi, astenendosi dal votare a favore di Salton (proposto dall’assemblea di vallata Cadore-longaronese-Zoldano del Bim), affermò che riguardo alle modalità di nomina esistesse «Un percorso strano per il nuovo cda». Riporto da un articolo precedente (qui il pezzo del Corriere delle Alpi):

    Franceschi ha una visione corretta di quello che è successo in Bim Gsp e che ha portato al buco da oltre 75 milioni di euro: «C’è un concorso di colpa iniziale, ma poi bisognava capire prima che i conti non tornavano, evitare di fare investimenti superiori alle capacità aziendali e aggiornare la tariffa. Insomma, tutti sono colpevoli, ma è chiaro che chi sta davanti (il cda) è il più esposto. Onori ma anche oneri».

    Eppure tra molti sindaci c’è il fuggi fuggi e anche nella gestione di questa fase l’atteggiamento non cambia. Franceschi, ad esempio, si è astenuto su Gildo Salton: «Non lo conosco, il problema sta nella gestione delle candidature del cda: nell’assemblea di vallata un sindaco ha presentato un curriculum, ha chiesto se ne avevamo altri e così Salton è andato ai voti. Ma nessuno si era preparato, non era chiaro che bisognava arrivare con dei nomi. Per me questo percorso è strano: sarebbe stato più corretto trovare un manager secondo i metodi classici dell’avviso pubblico. E’ singolare che questa provincia abbia solo tre nomi disponibili e non vedo quel segno di discontinuità auspicato».